bollette

L’Antitrust ha avviato cinque istruttorie e notificato sette moral suasion a società attive nei servizi idrici. Lo si apprende da una nota in cui la stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato comunica di essere intervenuta per far rispettare la corretta applicazione della prescrizione biennale per le bollette. In base alle segnalazioni di consumatori e alle informazioni acquisite dagli stessi gestori, è emerso che numerose società non avrebbero applicato correttamente la disciplina introdotta nell’ordinamento nazionale dalla legge di Bilancio 2018.

I comportamenti segnalati riguardano il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione sugli importi riferiti a consumi idrici, anche risalenti a oltre due anni dalla data di emissione della bolletta. Altre contestazioni riguardano l’omessa informativa, sempre nelle bollette, degli stessi crediti prescrivibili.

Bollette, i termini della prescrizione

Le delibere Arera n. 547 del 2019 e n. 186 del 2020 prevedono infatti che i gestori informino gli utenti della presenza in bolletta di crediti di cui può essere eccepita la prescrizione, tramite invio di un modulo che permette di esercitare tale facoltà.

Secondo l’Agcm, il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione breve “appare idoneo ad indurre indebitamente i consumatori a corrispondere importi, spesso ingenti, relativi a consumi prescritti. In tal modo, vanifica gli effetti che la nuova disciplina intende contrastare, ovvero l’emissione tardiva di fatture di conguaglio relative a consumi risalenti ad oltre due anni”, si legge nella nota.

L’intervento dell’Antitrust

Per questi motivi, l’Antitrust ha avviato cinque procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società S.a.s.i. S.p.a. ed Ente Acquedotti siciliani e dei Comuni di Ragusa, Cassino e Prata Sannita. Inoltre, tramite moral suasion ha invitato i gestori Acea Ato 2 S.p.a., Gori S.p.a., Alto Calore S.p.a., Abc Napoli a.s., Ruzzo Reti S.p.a., Amap S.p.a. e Consorzio acquedottistico marsicano ad adottare iniziative dirette a rimuovere le omissioni informative rilevate, in modo da fornire agli utenti la possibilità di eccepire la prescrizione di tali importi o di chiederne il rimborso qualora siano stati già pagati.

“L’assenza di un’adeguata informativa sulla prescrizione biennale può ostacolare l’esercizio delle prerogative contrattuali inducendo i consumatori a pagare importi per i quali, invece, sarebbe stato possibile eccepirne la prescrizione”, commenta l’Agcm nella nota.

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Redazione
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