Stop alle gabbie in Italia: parte la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare

E' possibile firmare per il referendum “Gabbie Vuote”, promossa dall’associazione Essere Animali.

Mentre l’Europa tentenna, l’Italia prova a tracciare la rotta. Parte oggi ufficialmente la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare Gabbie Vuote, promossa dall’associazione Essere Animali. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: introdurre il divieto assoluto di utilizzo delle gabbie per tutte le specie allevate sul territorio nazionale.

gabbie vuote
Azione lancio campagna Gabbie Vuote Foto credits.
© Essere Animali

La proposta, depositata in Cassazione il 12 marzo scorso con il supporto di The Good Lobby e di personalità come l’atleta olimpionico Riccardo Bugari e la fumettista Zuzu, punta a raccogliere 50.000 firme entro settembre 2026 per portare il dibattito dritto in Parlamento.

I numeri della sofferenza: 40 milioni di animali coinvolti

Nonostante una crescente sensibilità dei consumatori, i numeri dell’allevamento intensivo in Italia sono ancora impressionanti. Ad oggi, circa 40 milioni di animali trascorrono la loro vita in spazi angusti che impediscono i comportamenti naturali più elementari.

Secondo i pareri scientifici dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), il confinamento provoca stress cronico, frustrazione e gravi patologie fisiche, come lesioni e fragilità ossea.

La situazione delle filiere in Italia:

  • Galline ovaiole: molte aziende si sono già impegnate per il cage-free, ma l’obbligo di etichettatura esiste solo per le uova fresche.

  • Conigli: oltre il 90% è ancora allevato in gabbia.

  • Scrofe: i progressi sono minimi e i pochi prodotti provenienti da filiere senza gabbie sono quasi interamente destinati all’esportazione.

L’Italia come “apripista” contro lo stallo europeo

La campagna nasce anche come risposta al rallentamento delle istituzioni comunitarie. Nonostante l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age” sia stata firmata da 1,4 milioni di persone, l’UE non ha ancora definito un percorso certo per il divieto.

«Le richieste dei cittadini sono state tradite dalle istituzioni europee», spiega Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali. «L’Italia può sopperire a queste mancanze, come già fatto con il divieto degli allevamenti di pellicce o lo stop all’uccisione dei pulcini maschi».

Il panorama internazionale: chi ha già detto “No”

L’Italia non sarebbe sola in questa transizione. Molti Paesi europei hanno già intrapreso la strada del cambiamento:

Paese Misure adottate / Previste
Austria e Lussemburgo Divieto totale anche per le gabbie “arricchite” per galline.
Germania Eliminazione completa delle gabbie entro il 2026-2029.
Svezia Divieto di gabbie per le scrofe attivo già dal 1994.
Rep. Ceca e Slovenia Divieto in vigore tra il 2027 e il 2029.
Danimarca Stop alle gabbie per scrofe previsto tra il 2035 e il 2041.

Come firmare e sostenere la campagna

L’opinione pubblica sembra pronta: l’ultimo Eurobarometro rivela che oltre il 90% degli italiani è favorevole al divieto.

Per dare il proprio contributo, i cittadini possono firmare digitalmente attraverso la piattaforma dedicata del Ministero della Giustizia, utilizzando lo SPID o la CIE. È un gesto semplice che punta a mettere la parola fine a una pratica definita dagli attivisti come “dolorosa e anacronistica”.


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