Il Lago Fusaro, perla del Parco Regionale dei Campi Flegrei, si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove tutela ambientale e inclusione sociale si fondono. È entrata nel vivo lo scorso 30 gennaio un’importante operazione di recupero di rifiuti prodotti da plastica dispersa nell’ambiente. L’attività per circa 22 giorni vedrà impegnati tecnici e volontari in un’azione di bonifica e censimento scientifico senza precedenti.
Una strategia integrata per il Distretto
L’iniziativa rientra nel “Programma per il recupero dei rifiuti plastici” coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, in linea con la Legge “SalvaMare” (L. 60/2022). Non si tratta di una semplice pulizia superficiale, ma di un progetto strutturato che mira a costruire un profilo dettagliato delle “pressioni antropiche” che gravano sullo specchio d’acqua.

Il valore del riscatto: i subacquei della legalità
Il cuore pulsante dell’operazione è rappresentato dal coinvolgimento dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli. Grazie al progetto MareNostrum – nato dalla sinergia tra Archeoclub d’Italia e il Centro di Giustizia Minorile – questi giovani, formati come operatori subacquei, stanno operando sui fondali del lago.
“Diventano sentinelle del territorio”, spiegano gli organizzatori. Un percorso di recupero che trasforma chi ha commesso errori in un custode del bene comune, restituendo dignità alla persona e bellezza al paesaggio.
Tra storia e scienza
Il Lago Fusaro non è un luogo qualunque. Celebre per la Casina Vanvitelliana – il gioiello architettonico di Luigi Vanvitelli che ospitò regnanti e artisti come Rossini e lo Zar Nicola I – il bacino vanta una vocazione storica per l’acquacoltura, citata persino da Alexandre Dumas ne Il Conte di Montecristo.

Tuttavia, la sua bellezza è minacciata. Il Segretario Generale dell’Autorità, la Dott.ssa Vera Corbelli, sottolinea l’urgenza dell’intervento: “La plastica non riguarda solo i mari. I corpi idrici interni sono i principali vettori di contaminazione dalle aree urbane verso le coste. Intervenire qui significa bloccare l’inquinamento alla fonte.”
Prossimi passi: partecipazione e prevenzione
Il programma non si esaurirà con la raccolta dei rifiuti. Nel breve periodo verranno posizionate barriere tecnologiche per la cattura dei detriti trasportati dalle correnti. Inoltre, i risultati del monitoraggio saranno oggetto di incontri pubblici con scuole, associazioni e cittadini. L’obiettivo è chiaro: trasformare i dati scientifici in consapevolezza collettiva, affinché il “modello Fusaro” possa diventare un esempio di gestione integrata del territorio per l’intero Mezzogiorno.

Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.

















