Emissione per determinati inquinanti atmosferici: il successo del progetto LIFE MODERn

Diversi gli elementi di innovazione apportati al campionamento e alla analisi dei dati

Un monitoraggio rivoluzionario per analizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi forestali e di acque dolci in Italia. E’ terminato il progetto, finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, LIFE MODERn (NEC). Si tratta di “un patrimonio scientifico fondamentale per le politiche ambientali italiane ed europee”, commenta il Col. t.SFP Claudio Marrucci, project leader del progetto, “La nuova rete di monitoraggio e gli indicatori sviluppati forniscono strumenti concreti per valutare l’efficacia delle misure atte ad orientare le future strategie di tutela ambientale. Il progetto ha dimostrato che il monitoraggio a lungo termine di ecosistemi in aree remote, non soggette a disturbo antropico diretto, contribuisce allo studio degli effetti dell’inquinamento atmosferico e degli altri fattori di stress ambientale. Questa rete rappresenta ora un’infrastruttura scientifica permanente che continuerà a fornire dati preziosi per la ricerca e per le politiche di conservazione”.

Campionamento laghi alpini LIFE MODERn
Campionamento laghi alpini

L’iniziativa realizzata da un consorzio di 8 partner che include istituzioni di ricerca, università, enti pubblici e organizzazioni ambientaliste, coordinato dall’Arma dei Carabinieri – Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, risponde agli obblighi della Direttiva NEC 2016/2284/EU sui massimali nazionali di emissione per determinati inquinanti atmosferici.

L’approccio rivoluzionario di LIFE MODERn (NEC)

Il progetto ha visto un ampliamento della rete italiana di monitoraggio, portando il numero di siti a 20 stazioni, di cui 10 forestali e 10 di acque dolci. Per la prima volta sono state incluse tipologie di ecosistemi precedentemente non monitorate, come le foreste mediterranee di leccio e i laghi alpini di alta quota. Questo ha reso possibile ampliare il quadro conoscitivo degli ambienti naturali italiani.

attività di campionamento LIFE MODERn
attività di campionamento di LIFE MODERn

Si tratta di una metodologia articolata in quattro fasi e che spazia dalla valutazione preliminare delle attività esistenti, al calcolo condiviso degli indicatori. Si tratta di un metodo replicabile, è stato testato anche in Romania, attraverso la collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo Forestale “Marin Dracea” di Bucarest.

Gli elementi di innovazione:

Sono inoltre stati elaborati 18 nuovi indicatori per valutare più efficacemente gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla biodiversità. Tra cui l’innovativo monitoraggio della visibilità che valuta l’impatto dell’inquinamento sulla qualità visiva del paesaggio, replicando metodologie utilizzate nei parchi naturali degli Stati Uniti.

Introdotto anche l’utilizzo del Dna ambientale (eDna) per identificare specie elusive e rare, permettendo di rilevare la presenza di vertebrati attraverso l’analisi di tracce genetiche lasciate nell’ambiente.

Per la prima volta è stato applicato in modo esteso l’indice di Qualità Biologica del Suolo, utile per il monitoraggio in continuo e per rilevare cambiamenti nel tempo. Sempre relativamente alla diversità faunistica.

Non è mancato poi il monitoraggio acustico che ha permesso di individuare la diversità di pipistrelli e uccelli attraverso tecniche non invasive che forniscono un quadro sonoro completo della vita nel bosco.

Sviluppati anche nuovi parametri per le piante vascolari, tra cui gli indicatori “Compositional Diversity” e “Specific Leaf Area”, che permettono di valutare la complessità dell’organizzazione spaziale delle piante del sottobosco e le strategie di crescita delle specie vegetali.

Le risposte ecologiche dei licheni epifiti, noti per la loro sensibilità agli stress ambientali, hanno costituito la base per sviluppare nuovi metodi basati sullo studio della diversità di gruppi funzionali come le specie fruticose e quelle sensibili alle sostanze azotate.

I risultati dell’analisi

Quello che è emerso è un quadro complesso, caratterizzato da tendenze preoccupanti ma anche da importanti segnali di miglioramento.

Campionatore in aree forestale
Campionatore in aree forestale

Come criticità:

la deposizione di azoto rimane elevata nella Pianura Padana e sui rilievi limitrofi, superando i livelli ritenuti sufficienti a danneggiare gli ecosistemi forestali.

Significativo il problema delle perdite di azoto dai suoli verso le acque superficiali e sotterranee. Sono peggiorate anche le condizioni delle chiome negli alberi di faggio e un declino persistente nelle conifere alpine, fenomeni legati alle ricorrenti estati calde e siccitose.

Rispetto la presenza di ozono sono stati osservati sintomi fogliari che en certificano i danni. Infatti le concentrazioni di ozono troposferico si mantengono problematiche, con valori di almeno 40 parti per miliardo durante tutti gli anni del progetto.

Tra gli aspetti positivi:

una significativa riduzione delle deposizioni di zolfo rispetto alla seconda metà del secolo scorso, con un conseguente ritorno del pH delle deposizioni a valori simili a quelli naturali. La qualità biologica dei suoli forestali si è dimostrata eccellente in tutti i siti analizzati, confermando il buono stato ecologico degli ambienti monitorati.

Inoltre, risulta che le foreste mantengono la loro capacità di accrescimento e quindi la loro funzione di mitigazione degli effetti del cambiamento globale. Gli ecosistemi acquatici mostrano una risposta positiva alla diminuzione dei composti di zolfo e azoto, anche se questi ultimi continuano a essere presenti in quantità spesso superiore ai carichi critici.

L’eredità del progetto

Trenta rilevatori dei Carabinieri Forestali sono stati formati sulle nuove metodologie di monitoraggio, creando una base di competenze tecniche solida e duratura. Oltre 50 giornalisti sono stati informati sui temi dell’inquinamento atmosferico e sui suoi impatti sugli ecosistemi, contribuendo a una comunicazione più accurata e consapevole di queste tematiche ambientali.

Campionamento laghi alpini 3
Campionamento laghi alpini

Sono state inoltre effettuate ampie campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto scuole secondarie di primo grado, comunità locali e cittadini attraverso flash mob e clean air day coinvolgendo circa 3500 tra studenti, insegnanti, cittadini e rappresenti di associazioni locali. Il tutto con materiali informativi dedicati, video divulgativi e una presenza attiva sui social network per diffondere la conoscenza scientifica e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della qualità dell’aria per la salute degli ecosistemi e dell’uomo.

Il database creato e le metodologie sviluppate rappresentano un’eredità duratura che continuerà a produrre benefici per la tutela degli ecosistemi italiani negli anni a venire.


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