Carbonio, proventi delle aste volano a 43 miliardi di euro

Dati del mercato nel rapporto Gse

Il 2025 si conferma un anno di svolta per le politiche climatiche europee, con il mercato del carbonio che consolida il proprio ruolo di pilastro economico della transizione ecologica. Secondo quanto emerge dal dettagliato Rapporto sulle aste di quote europee di emissione 2025 redatto dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), il sistema EU Ets ha generato proventi complessivi per ben 43,2 miliardi di euro, segnando un incremento dell’11,4% rispetto all’anno precedente. Questo risultato, ottenuto nonostante una lieve flessione nei volumi delle quote collocate, è stato trainato da un deciso apprezzamento del valore del carbonio, con un prezzo medio passato dai 64,7 euro del 2024 ai 73,4 euro per tonnellata di CO2 del 2025.

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Foto di Matthias Heyde su Unsplash.

Performance italiana e ricavi nazionali

In questo scenario di crescita europea, l’Italia mantiene una posizione di rilievo, posizionandosi al quarto posto tra gli Stati membri per entrate derivanti dalle aste. Nel corso dell’anno, il nostro Paese ha collocato circa 35,4 milioni di quote Eua, generando ricavi per 2,59 miliardi di euro. Sebbene si sia registrata una lievissima contrazione dei proventi nazionali (-0,5%) dovuta alla riduzione dei volumi disponibili, il prezzo medio di aggiudicazione in linea con il dato europeo ha permesso di stabilizzare le entrate destinate a finanziare misure di sostenibilità ambientale e l’ammortamento dei titoli di Stato.

Il Gse, nel suo ruolo di Responsabile del Collocamento, ha gestito tali flussi in conformità con la Convenzione rinnovata nel marzo 2025, garantendo la piena operatività e trasparenza del sistema.

Carbonio, dinamiche di mercato e la competitività del gas naturale

L’analisi dell’andamento dei prezzi evidenzia due fasi distinte: una prima parte dell’anno caratterizzata da forti oscillazioni e una seconda metà, a partire da luglio, dominata da un trend di crescita costante. Un dato tecnico di particolare rilievo riguarda lo switching price, ovvero la soglia di prezzo della CO2 che rende economicamente più vantaggioso produrre energia elettrica dal gas naturale piuttosto che dal carbone.

Nel 2025, lo switching price è rimasto stabilmente sopra il prezzo delle quote di emissione, confermando un vantaggio economico teorico per le centrali a ciclo combinato e favorendo, di riflesso, il processo di decarbonizzazione del mix energetico europeo.

Le riforme all’orizzonte e l’avvento dell’Ets-2

Il fronte regolatorio ha visto un’attività frenetica volta a ridisegnare i confini del mercato del carbonio. Tra le novità più significative figura l’introduzione della piena fungibilità tra le quote standard (Eua) e quelle dedicate al settore aviazione (Eua A), rendendo la quota di emissione un asset unico e indistinguibile dal 1° gennaio 2025. Parallelamente, le istituzioni europee hanno lavorato alla definizione dell’Ets-2, il nuovo sistema che coprirà i settori dell’edilizia e dei trasporti stradali.

A tal proposito, un accordo provvisorio raggiunto a fine anno ha sancito lo slittamento di dodici mesi per alcuni obblighi legati alla restituzione delle quote in questo nuovo ambito, con l’obiettivo di attutire l’impatto sui cittadini e sulle imprese in una fase economica delicata.

Governance e destinazione d’uso delle risorse ambientali

La gestione dei miliardi di euro generati dalle aste non è solo una questione contabile, ma un impegno verso la neutralità climatica al 2050. In Italia, la normativa prevede che il 50% di tali proventi sia vincolato a interventi per la sostenibilità energetico-ambientale, con una ripartizione tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

A livello europeo, la Commissione EU sta inoltre procedendo alla selezione della nuova piattaforma comune d’asta (Cap4), che gestirà non solo le quote degli Stati membri ma anche le risorse per i Fondi Innovazione e Modernizzazione, essenziali per supportare lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni e la competitività dell’industria UE nel contesto globale.

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