Effetto CBAM: dal 2026 la “tassa sul carbonio” alle frontiere UE diventa realtà. Cosa cambia per le imprese?

Il 2026 segna il passaggio definitivo dalla teoria alla pratica per uno dei pilastri del Green Deal europeo: il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). Non più solo un obbligo dichiarativo, ma uno strumento vincolante destinato a ridisegnare le strategie di approvvigionamento e la competitività del mercato interno.

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A illustrare la portata di questa svolta è Pier Paolo Ghetti, Global Trade Advisory Leader di Deloitte Italia, attraverso la piattaforma Voices.

Cos’è il CBAM e perché non è “protezionismo”

Inserito nel pacchetto Fit for 55, il CBAM estende il principio del “prezzo del carbonio” anche ai beni importati da Paesi extra-UE. L’obiettivo è duplice:

  1. Neutralizzare il Carbon Leakage: evitare che le aziende delocalizzino la produzione in Paesi con standard ambientali meno rigorosi.

  2. Allineamento competitivo: garantire che le merci importate sostengano un onere economico equivalente a quello delle imprese europee soggette al sistema EU ETS.

“Il CBAM non è una misura protezionistica, ma uno strumento di allineamento e tutela dell’integrità ambientale del mercato interno”, chiarisce Ghetti.


I settori coinvolti e l’espansione al 2028

In questa prima fase operativa, il meccanismo colpisce i settori ad alta intensità emissiva:

  • Ferro e acciaio

  • Cemento e fertilizzanti

  • Alluminio

  • Energia elettrica e idrogeno

Tuttavia, lo sguardo è già rivolto al futuro. A partire dal 2028, è prevista un’estensione a circa 180 categorie di prodotti “downstream”, inclusi componenti meccanici, parti di veicoli e apparecchiature industriali.

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La nuova roadmap della compliance

Il passaggio al regime definitivo impone agli importatori un calendario rigoroso e nuove figure di responsabilità:

Scadenza Obbligo / Attività
1° Gennaio 2026 Avvio del regime operativo e vincolante.
1° Febbraio 2027 Apertura della piattaforma per l’acquisto dei Certificati CBAM.
30 Settembre 2027 Termine per la prima Dichiarazione Annuale (riferita al 2026).

Il ruolo del “Dichiarante Autorizzato”

Per operare, le aziende dovranno ottenere la qualifica di dichiarante CBAM autorizzato. Questo non richiede solo requisiti formali, ma la prova di possedere processi interni capaci di tracciare e gestire i dati sulle emissioni incorporate lungo tutta la filiera.


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