Acqua, il bene comune a rischio

Efficientamento idrico al centro dell’evento promosso da ARTE. Un sistema di Certificati Blu per premiare le imprese virtuose.

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Il titolo è accattivante: “Dove scorre il futuro”. E quel verbo – scorrere – la dice lunga sulla natura dell’evento che si è tenuto ieri alla Biblioteca del Senato in piazza della Minerva a Roma. Il tema centrale, infatti, è l’acqua. E come preservarla.

Arrivato alla sua seconda edizione, l’evento riunisce i principali stakeholder di settore ed è stato promosso da ARTE – Associazione Reseller e Trader dell’Energia – su un tema nuovo quanto vecchio come il mondo: acqua come risorsa preziosa.

“Il tema dell’acqua è un tema che per certi versi sta diventando nuovo. È un po’ come la democrazia: ti rendi conto che esiste solo quando inizia a mancare”, ha salutato così la platea la senatrice Erika Stefani.

Al centro dell’evento, l’efficientamento della risorsa idrica, affrontato dagli stakeholder chiamati a far rete attorno al problema. Tra le altre cose, emerge anche uno stretto binomio tra acqua e energia, dove l’acqua non è solo fondamentale per la vita, ma anche per la produzione di energia elettrica. In questo senso, ARTE sostiene l’adozione di un sistema di Certificati Blu ispirati a meccanismi già collaudati in altri settori, come quello dei Certificati Bianchi.

“Centrali idroelettriche, impianti termoelettrici e sistemi di raffreddamento industriale dipendono da risorse idriche costanti. La scarsità d’acqua riduce la capacità produttiva di energia, aumenta i costi e mette sotto pressione l’intero sistema energetico nazionale. Garantire una gestione efficiente significa salvaguardare anche la sicurezza energetica del paese”, ha dichiarato Marco Poggi, presidente di ARTE.

Ma la crisi idrica è anche indissolubilmente legata ai cambiamenti climatici, non solo per un cambio del regime pluviometrico, ma soprattutto per l’aumento delle temperature.  Un problema attenzionato a livello UE con una Water Resilience Strategy che però, a detta di alcuni, è poco coraggiosa.

L’Italia, da parte sua, ha istituito nel 2023 una struttura commissariale per la crisi idrica volta a supportare le attività del Commissario nazionale, in origine focalizzate sull’emergenza al Nord dell’anno precedente. Da allora, la crisi non si è arrestata, e la sua permanenza continua a interessare l’intero Paese. Una governance introdotta tramite il DL Siccità e l’istituzione di una cabina di regia dedicata, che evidenzia la necessità di coordinamento a livello governativo.

Marco Poggi Presidente ARTE Foto Ilaria C. Restifo
Marco Poggi Presidente ARTE_Foto Ilaria C. Restifo

Stato dell’arte in Italia

Gerardo Sansone, membro della Struttura commissariale delle acque ha descritto lo stato dell’arte in Italia. In termini di precipitazioni medie annue, l’Italia non è dissimile da Francia e Germania, e risulta mediamente un paese ricco di risorsa.

Il problema non risiede tanto nell’apporto pluviometrico totale, piuttosto nell’impatto dell’aumento delle temperature e nella distribuzione degli eventi, in quanto “piove male”. A ciò si aggiunge un consumo civile pro capite estremamente elevato, circa 150 m3 al giorno, rispetto agli 80 m3 della Francia e ai 60 m3 della Germania. Nonostante il Paese sia ricco d’acqua, si trova costantemente a gestire emergenze idriche.

Le criticità maggiori riguardano la frammentazione normativa e una governance multilivello che vede la partecipazione di tre ministeri e richiede un coordinamento più efficace. La situazione più problematica è rappresentata dal water divide: le perdite sulle reti in Nord Italia sono intorno al 15-20%, mentre il Sud registra picchi del 60-70%. Per affrontare questo divario sono stati stanziati 6 miliardi di euro dal PNRR, sebbene solo metà degli investimenti sia stata finora completata.

Un aspetto positivo è dato dal servizio idrico controllato da ARERA, i cui risultati sono tangibili nella riduzione delle perdite all’interno delle gestioni industriali. Dal punto di vista della regolazione, ARERA ha introdotto nel 2024 un indicatore di resilienza idrica, che dà valore all’efficienza del sistema rispetto alla disponibilità. Altro punto chiave è stato il rafforzamento delle strutture gestionali, in particolare delle Autorità di Bacino – che necessitano di un ruolo decisionale più forte – e degli Osservatori Permanenti sugli Usi Idrici, per la cui funzione mancano tuttavia dati essenziali, soprattutto sulla conoscenza delle acque sotterranee.

Il Bilancio Idrologico di ISPRA

“Gli eventi estremi non riguardano solamente l’Italia. È un problema che riguarda tutto il mondo, ma riguarda in modo particolare il Mediterraneo. Ormai l’abbiamo imparato tutti: è un hotspot dei cambiamenti climatici. Significa che è una regione del mondo particolarmente sensibile a crisi climatiche. l’Italia è proprio nel cuore del Mediterraneo, quindi come paese ci dobbiamo aspettare un impatto amplificato di questi eventi estremi. Ecco, secondo le stime, entro il 2030 avremo una domanda globale di acqua maggiore del 40% rispetto alla disponibilità attuale”, ha dichiarato Maria Siclari, direttore generale di ISPRA

Maria Siclari ISPRA Foto Ilaria C. Restifo
Maria Siclari, ISPRA_Foto Ilaria C. Restifo

L’ISPRA ha elaborato un modello di bilancio idrologico. L’intervallo temporale considerato è esteso (1951-2024), e le stime indicano una diminuzione media annuale della disponibilità della risorsa idrica a livello nazionale.

Il 2022 è stato definito l’“anno nero”, con una disponibilità idrica ferma a 67 miliardi di metri cubi, valore ben inferiore alla soglia normale di lungo periodo, stimata a 133 miliardi di metri cubi. In controtendenza, il 2024 ha visto un miglioramento, con un aumento del +18% rispetto al trentennio climatologico, ma la fotografia del Paese è rimasta critica e spaccata a metà: il Nord Italia ha registrato eventi alluvionali estremi, mentre il Sud ha continuato a subire una marcata scarsità di risorsa.

Scenario Attuale di Severità Idrica

A livello di distretti idrografici, la situazione attuale si presenta come segue:

  • Sicilia: si trova in una condizione di severità idrica alta.
  • Sardegna e distretto idrografico dell’Appennino Centrale: versano in una condizione di severità idrica media.
  • Appennino Meridionale: la severità idrica è classificata come media, con tendenza all’alta e differenziazioni per aree territoriali.

Cosa riserva il futuro

Le stime indicano una correlazione tra la crisi idrica e l’aumento delle temperature. Dal 2000 in poi, le temperature hanno mostrato un aumento costante. Il 2024, in particolare, ha fatto registrare un’anomalia di +1,33∘C, superando l’anomalia del 2022 (+1,23%). Le proiezioni future, elaborate tramite il bilancio idrologico, delineano uno scenario di diminuzione delle precipitazioni e aumento delle temperature su tutto il territorio nazionale. Considerando il periodo di baseline 1995−2016, si prevede che:

  • Entro il 2030, la disponibilità della risorsa idrica sarà ridotta di almeno il 10%.
  • Le previsioni a medio termine (2050), nello scenario peggiore, indicano una diminuzione del 20%.
  • La stima al 2100 porta la possibile diminuzione della risorsa fino al 40%.

La necessità di fare rete

Di fronte a un tale scenario, la risposta per affrontare le criticità di una risorsa tanto preziosa quanto cruciale per lo sviluppo economico del Paese è il principio di “fare rete” tra tutti gli interlocutori istituzionali e di settore. L’obiettivo è fornire una conoscenza che consenta un utilizzo dell’acqua efficiente, equo e sostenibile. In particolare, ISPRA collabora con diverse amministrazioni per la produzione di dati ambientali utili alla governance dell’acqua, un tema ritenuto particolarmente importante in un momento di transizione così delicato. Tra le varie azioni, sono state ricordate:

  • Un’iniziativa nell’ambito del Copernicus Climate Change Service per la valutazione e la previsione degli impatti attuali e futuri dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sulle risorse naturali.
  • Un servizio idroclimatico tramite bollettini mensili del bilancio idrologico per supportare le amministrazioni nel monitoraggio e nella gestione della risorsa.
  • Partecipazione, insieme ad altre amministrazioni, all’iniziativa SIM (Sistema di Monitoraggio Integrato), nell’ambito di un progetto di osservazione della Terra dallo spazio con riferimento alla risorsa idrica.

 


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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.