Pizze surgelate più buone con l’ambiente, grazie all’efficienza del freddo

Roncadin Spa immetterà ogni anno 600 tonnellate in meno di CO2 nell’aria e risparmierà 1,7 milioni di kW/h ogni anno

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E’ importante intervenire a monte dei processi per limitare i consumi, ed è in questa direzione che ci muoviamo nell’ambito dei lavori di ricostruzione di tutto il nuovo polo produttivo“. Con queste parole Dario Roncadin, amministratore delegato della Roncadin Spa azienda attiva nella produzione di pizze surgelate, spiega la decisione, nel progetto di ristrutturazione aziendale, di utilizzare energia prodotta da fotovoltaico e una serie di interventi tecnologici che permettono il monitoraggio costante del rendimento del tunnel di surgelazione, che riduce la temperatura del cibo fino a -25° in circa mezz’ora, permettendo una manutenzione predittiva e una gestione efficiente dei consumi energetici.

Questo investimento è solo l’ultimo step di un percorso che da anni vede Roncadin impegnata a essere un’azienda green, recependo le innovazioni tecnologiche che possono aiutare a ridurre i consumi e aumentare la sostenibilità. Quello sugli impianti di surgelazione e mantenimento della catena del freddo è uno dei più importanti, perché questa struttura è la parte più dispendiosa del nostro processo di produzione: da sola richiede circa il 32% del nostro intero fabbisogno energetico produttivo”. Grazie alla cooperazione con ENEL X, l’installazione di un nuovo gruppo refrigerante a doppio stadio di compressione che permette di ridurre l’energia assorbita e un miglioramento del rendimento volumetrico, che segue quelli già operativi dal 2016 e 2017, Roncadin ha ottenuto, risparmiando oltre il 40% di energia, sia il titolo di “best case nel settore della surgelazione industriale” sia i Certificati Bianchi, i Titoli di efficienza energetica, che rappresentano un incentivo per implementare l’eco sostenibilità.

A completare il quadro di assoluta eco compatibilità per l’impronta energetica dell’azienda di Pordenone, bisogna segnalare i produttori dell’energia utilizzata, che sono tutti certificati Irgo e Gse e il progetto di aumentare l’energia autoprodotta tramite l’impianto fotovoltaico fino a raggiungere le soglie dei 2 Megawatt.

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Redazione
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