La Pasqua è, per tradizione, sinonimo di tavole imbandite e convivialità. Tuttavia, dietro l’abbondanza si nasconde un dato allarmante: secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), circa il 10% dei cibi acquistati per queste festività viene sprecato. Un’emorragia alimentare che si traduce in una perdita economica stimata tra i 150 e i 200 milioni di euro.
Dalla carne ai dolci tipici, il problema è quasi sempre lo stesso: si compra troppo e si sottovalutano le quantità. Per rispondere a questa sfida, PlanEat, società benefit nata nel 2020 con la missione di azzerare il food waste, propone quest’anno una soluzione tecnologica e artigianale: il menù di Pasqua “su misura”.
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Quattro classici, zero scarti
L’idea è semplice ma rivoluzionaria: offrire i piatti iconici della tradizione pasquale nelle quantità esatte necessarie per il numero di commensali. Niente teglie giganti destinate a restare in frigo per giorni, ma porzioni calibrate consegnate a domicilio.
Ecco i protagonisti del menù antispreco:
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Torta Pasqualina: sfoglia croccante, spinaci freschi e ricotta. Arriva pronta per essere scaldata, evitando l’acquisto di dosi eccessive di materie prime.
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Cannelloni di magro: preparati con besciamella artigianale e formaggio stagionato 24 mesi, serviti in vaschette compostabili.
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Vitello Tonnato: un grande classico cotto a vapore, porzionato con precisione per eliminare gli scarti di lavorazione della carne.
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Pastiera Napoletana Monoporzione: realizzata in collaborazione con la Pasticceria Cimino. La scelta della monoporzione è il simbolo della lotta allo spreco: il piacere del dolce tradizionale senza l’inevitabile avanzo della torta intera.
La tecnologia al servizio della tavola
Dietro un piatto di cannelloni si cela un sofisticato sistema digitale. Nel laboratorio di Casarile (Pavia), PlanEat utilizza la tecnologia RaspberryPi collegata a un sistema cloud per orchestrare acquisti e logistica. Questo permette alla piattaforma di comprare ogni giorno solo ciò che serve realmente, azzerando le eccedenze a monte della filiera.
“Comprare solo ciò che serve, nella quantità giusta” è il mantra che guida la società, che si rivolge non solo ai privati ma anche al mondo del lavoro con soluzioni di mensa diffusa.
Misurare l’impatto: oltre il risparmio economico
Ma quanto vale davvero scegliere un pasto antispreco? Grazie a un algoritmo sviluppato con il Dipartimento di Economics and Management dell’Università di Pavia, PlanEat permette agli utenti di visualizzare il proprio contributo reale al pianeta attraverso contatori di impatto aggiornati in tempo reale.
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