Il packaging sostenibile nella filiera agroalimentare piace sempre di più ai consumatori e anche ai produttori, ma non tutti i packaging sono uguali, la differenza la fa la certificazione come emerge dal primo web in air #TheTalkingForest organizzato dal Pefc Italia, associazione senza fini di lucro che promuove la gestione forestale sostenibile attraverso la certificazione.

“La certificazione forestale si basa su due gambe: la certificazione della foresta e la tracciabilità dei prodotti derivati dalle foreste”, Francesco Dellagiacoma, presidente di Pefc Italia. Un business anche economico oltre che ambientale come  rimarca Dellagiacoma: “Si tratta di un sistema importante visto l’eccellenza nazionale della lavorazione del legno e della carta. I prodotti sono i testimoni parlanti della certificazione forestale ed è importante per questo sviluppare questa seconda gamba della certificazione. L’Italia  ha circa 900mila ettari di foreste di certificati e oltre un migliaio di aziende che lavorano con i prodotti certificati”.

marchio pfc

Nel workshop sono intervenuti rappresentanti industriali dei piccoli produttori con Slow food, e tre grandi aziende che hanno già avviato linee produttive con imballaggi certificati Pefc: Findus, Granarolo, e appunto Unilever Italia.

La scelta di un packaging sostenibile rappresenta uno sforzo produttivo rilevante, come spiega Gaia Onza, marketing manager ice cream di Unilever Italia. Uno sforzo produttivo che “vuole sottolineare lo sforzo e l’impegno che come azienda abbiamo messo dietro a questa produzione e riteniamo che il gioco valga la candela. Bisogna invertire anche a costi di avere costi più alto” spiega la Onza.

Domanda Pfc1

Uno sforzo che però è riconosciuto dai propri clienti finali secondo i dati Two sides di marzo 2020, gli imballaggi in carta e cartone sono del resto ai vertici delle preferenze tra i consumatori per diversi indicatori di sostenibilità, tra cui compostabilità (72%), migliore scelta per l’ambiente (62%) e facilità di riciclo (57%).

Sostenibilità l’imballaggio certificato

“L’Italia è il secondo importatore al mondo di materie prime legnose per questo è strategico il ruolo che il nostro paese gioca nell’uso e nella scelta di questa materia prima” spiega Giovanni Tribbiani, responsabile della segreteria tecnica per la catena di custodia e dell’uso del logo Pefc.

Il rischio riguarda l’importazione di legname illegale che vede depauperare le foreste senza un controllo e una corretta riforestazione. Bolivia, Brasile, Cambogia, Indonesia, Paupasia, Nuova Guinea sono solo alcuni dei paesi (nella immagine sotto l’elenco) da cui si importa legna con ampi margini di illegalità.

filiera Pefc certificata

Per questo diventa sempre più fondamentale scegliere prodotti di carta e cartone scelti con il marchio della filiera Pefc certificata. Marchio internazionale diffuso in 53 nazioni che garantisce l’uso di materia prima che deriva da foresta o da piantagioni tutelate e preservate per il futuro. E gestite secondo i parametri di: tutela dell’ambiente, rispetto dei diritti e delle tradizioni, sostenibilità dal punto di vista economico delle attività forestali.

Un marchio riconosciuto dai consumatori come emerge sempre dai dati della ricerca commissionata da Two sides, “il 55% dei consumatori riconosce e cerca il logo Pefc sui prodotti e sul packaging, percentuale salita del 21% nell’arco di tre anni (nel 2017 era il 34%, secondo un sondaggio Pefc)”.

La certificazione Pefc quindi permette di monitorare il materiale dalle foreste fino al prodotto finale, seguendo tutta la catena di fornitura e tutela anche i diritti dei lavoratori del processo di produzione.

L’esperienza dell’industria con la filiera Pefc certificata

“Il tema del packaging sostenibile è di grande interesse per i produttori di piccola scala. In molti casi, si tratta di realtà che operano con metodi biologici o biodinamici, per i quali è importante ridurre l’impatto ambientale in tutte le fasi di produzione e trasformazione” ha sottolineato Cristiana Peano, referente scientifico della fondazione Slow food per la biodiversità onlus.Al momento del confezionamento però le opzioni a disposizione sono scarse o nulle, soprattutto per aziende di così piccole dimensioni che si scontrano con i limiti dell’approvvigionamento, l’insostenibile costo e la difficoltà di trovare anche nel packaging una scelta coerente con la filosofia produttiva“.

Nell’autunno 2020 Findus ha presentato la linea de “I gratinati” con una vaschetta in carta riciclabile da foreste gestite in modo sostenibile certificate Pefc. La novità sta anche nella rimozione della busta di plastica finora posta intorno al prodotto: una scelta che nel 2020 permetterà all’azienda di ridurre di circa 5.000 kg il consumo di plastica rispetto all’anno precedente.

Granarolo ha sostituito per la sua linea di yogurt Yomo natura un vasetto in polistirene (PS) – materiale che non ha una sua filiera di riciclo pur essendo conferito nella plastica – con un impatto ambientale di 301g di CO2 eq /Kg di prodotto a un vasetto di carta con un impatto ambientale di 196g di CO2eq /Kg di prodotto certificato e che può essere recuperato attraverso la filiera del riciclo della carta.

Unilever Italia, infine ha infine avviato un importante processo di conversione del proprio packaging con la produzione di vaschette Carte d’or Algida in carta certificata Pefc, che vanno ad aggiungersi agli oltre 20 milioni all’anno di confezioni di Cafè zero Algida, già realizzati attraverso la filiera Pefc certificata. Il risultato è una riduzione di circa 520 tonnellate di plastica in un solo anno. La nuova vaschetta è compostabile e riciclabile, accoppiata con uno strato di Pla (acido polilattico, ossia bioplastica ottenuta da scarti di mais) che consente di essere impermeabile e quindi adatta al gelato. La nuova confezione può così essere sia riciclata nella carta che smaltita nei rifiuti organici.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.