Il foot print stellato si serve nel Veneto

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Chi lo ha detto che mangiando non si possa fare una azione sostenibile per il Pianeta. Dopo la chiusura di Expo2015, in cui il cibo ci è stato proposto – è il caso di dirlo – in tutte le salse possibili, la domanda sull’impatto verso di noi e l’ambiente ha ricevuto diverse risposte. Ma pensiamo a cosa accadrebbe se guardassimo nel nostro piatto e ne valutassimo, oltre al gusto, anche l’impatto sull’ambiente.

Questa domanda se la sono posta Villa Cordevigo Wine Relais, situato in una villa veneta nell’entroterra del Lago di Garda, e Cloros, società specializzata in efficienza energetica e sostenibilità, presentano un nuovo menù sostenibile che insieme allo chef stellato Giuseppe D’Aquino del ristorante Oseleta hanno elaborato e messo in opera un menù con il “Footprint”.

Le quattro portate – “Ricciola, caprino, sorbetto al sedano, acqua di pomodoro del Piennolo”, “Spaghetto al pomodoro del Piennolo, burrata, scorza di limone”, “Guancetta di Fassona, erbette di campo, amarene, grue di cacao, pastinaca”, “Sfera di Bellini” – sono state elaborate dallo chef D’Aquino ponendo particolare attenzione alla scelta di ingredienti coltivati secondo tecniche poco impattanti sull’ambiente e trasformate con procedimenti tradizionali e non industriali.

“Con questo menù ho voluto dimostrare come l’alta cucina possa essere anche sostenibile” – dichiara lo chef Giuseppe D’Aquino “Agire in modo sostenibile in cucina per me significa saper coniugare i miei gusti con un atteggiamento di rispetto nei confronti delle materie prime, del territorio e delle persone”.

Cloros ha misurato sia Carbon Footprint che Water Footprint di ciascuna ricetta il progetto oltre all’analisi dell’impatto ambientale, si è posto l’obiettivo di compensare le emissioni di CO2 di tutti i menù Rispetto che saranno consumati mediante l’acquisto di un corrispondente quantitativo di crediti VER (Voluntary Emission Reduction) derivanti dal progetto di compensazione sviluppato da Cloros “Improvement cooking Stoves in Maputo”, certificato con standard internazionali.

“In ambito alimentare la sostenibilità deve essere perseguita comprendendo le conseguenze che possono derivare dalle scelte compiute” evidenzia Riccardo Caliari, Amministratore Delegato di Cloros che conclude in una nota come sia fondamentale tenere conto “di come queste siano legate alla sfera economica, di come impattino sulla sfera ambientale e quali siano le condizioni sociali dei soggetti coinvolti nella filiera per comprendere i diversi aspetti che concorrono a rendere sostenibile un piatto di cucina”.

Di seguito la scheda di sostenibilità del menù:

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Redazione
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