Design Made in Italy per contrastare lo spreco alimentare. Con questa intenzione nasce la doggy bag dal design fashion del progetto:“Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi”. A metterla in campo Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Comieco – Consorzio per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica.

L’accordo è stato presentato ieri nel corso della Fiera Host (Milano fino al 24 ottobre).

I numeri dello spreco alimentare nei ristoranti italiani

Sono circa 185 mila le tonnellate di cibo all’anno quelle sprecate nei ristoranti italiani, “ma in parallelo si sta facendo strada una nuova sensibilità, sia nei clienti che nei ristoratori, nel prevenire e contrastare questo problema”, dichiara in una nota Giancarlo Deidda, Vicepresidente di Fipe, che sottolinea come: “Nel mondo dei pubblici esercizi l’impegno contro lo spreco alimentare si traduce in un percorso complesso che inizia a monte della catena e comprende azioni di controllo in fase di acquisto, preparazione e conservazione degli alimenti”.

L’origine del progetto “Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi”

In realtà il progetto “Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi” nasce come iniziativa di Comieco nell’anno di Expo 2015. Testata in oltre 50 ristoranti di Slow Food Italia e in più di 200 locali tra Milano, Bergamo, Varese e Roma l’iniziativa ha messo a segno importanti riscontri nel pubblico.

“Se in Italia ben il 58% degli imballaggi cellulosici immessi al consumo è legato al settore alimentare”, spiega Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco “la Doggy bag è perfetta espressione del valore anti spreco che un packaging può rappresentare”. Da qui la decisione di ampliare l’iniziativa con il contributo di Fipe.

La collaborazione tra le due realtà consentirà di ampliare l’estensione del progetto di cui è prevista una prima realise su 1.000 ristoranti nel territorio italiano.

Un inizio promettente se consideriamo il bacino potenziale di circa 104.000 ristoranti con servizio.

Non a caso l’iniziativa è stata presentata alla presenza dell’on. Maria Chiara Gadda, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e relatrice della legge 166/16 sulla limitazione degli sprechi alimentari.

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