DL Bollette, il fronte agricolo si compatta: «Difendere biogas e fotovoltaico per la sicurezza del Paese»

Coldiretti e Confagricoltura lanciano l'allarme: a rischio la sostenibilità di oltre 800 impianti e la fiducia degli investitori. "Le imprese non possono pagare il prezzo della transizione."

Il mondo agricolo italiano fa scudo attorno alle energie rinnovabili. Mentre il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lavora alla stesura finale del decreto-legge Bollette, atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana, le principali sigle di categoria (Coldiretti e Confagricoltura) esprimono forte preoccupazione per alcune norme che rischierebbero di minare la stabilità del settore primario.

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono due punti critici: il taglio dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per il biogas e la riduzione degli incentivi per il fotovoltaico.

Biogas: il motore dell’economia circolare a rischio

Sia Coldiretti che Confagricoltura chiedono con forza il ritiro della norma che prevede l’azzeramento graduale dei PMG nell’arco di tre anni. Questi prezzi non sono considerati sussidi, ma strumenti essenziali per remunerare l’energia prodotta da impianti (circa 800, molti dei quali zootecnici) che hanno terminato il periodo di incentivi omnicomprensivi.

  • La posizione di Coldiretti: L’associazione sottolinea come il biogas sia un “presidio di sicurezza energetica” e che colpire questi impianti significherebbe esporre le aziende agricole a gravi difficoltà economiche, compromettendo la corretta gestione degli effluenti zootecnici.

  • Il dato di Confagricoltura: La Confederazione ricorda che il solo biogas ha rappresentato nel 2023 il 6% dell’energia elettrica rinnovabile italiana: una produzione 100% Made in Italy che garantisce la resilienza delle imprese agricole e forestali.

Fotovoltaico: l’incertezza frena gli investimenti

Oltre al biogas, Confagricoltura accende un faro sulle proposte di riduzione degli incentivi per il fotovoltaico in conto energia per il biennio 2026-2027. Secondo la Confederazione, interventi di questo tipo generano un clima di incertezza che allontana investitori e istituti finanziari.

Dl bollette biogas
Foto di katerinavulcova da Pixabay

“Negli ultimi anni abbiamo già assistito a troppe norme retroattive, dallo ‘spalma incentivi’ agli extraprofitti”, avverte Confagricoltura. Il rischio è che il costante cambio delle regole del gioco freni proprio quel settore a cui l’Italia affida la quota maggiore degli obiettivi di decarbonizzazione.

Le richieste al Governo: stabilità e coerenza

Il messaggio inviato a Palazzo Chigi è univoco: la riduzione dei costi in bolletta per le famiglie non può essere perseguita scaricando gli oneri su un comparto che ha già investito miliardi nella transizione ecologica.

Le associazioni chiedono:

  1. L’accantonamento immediato dei tagli ai PMG, il cui beneficio sulle bollette sarebbe “marginale e temporaneo” a fronte di danni strutturali enormi.

  2. Un quadro regolatorio certo e di lungo periodo, fondamentale per permettere alle imprese di pianificare gli investimenti senza il timore di nuove tasse o tagli retroattivi.

«La transizione energetica deve essere equa», conclude Coldiretti, mentre Confagricoltura ribadisce che gli obiettivi nazionali si raggiungono solo se le imprese vengono supportate e non penalizzate. Il confronto con il Ministero dell’Ambiente resta serrato: la prossima settimana sarà decisiva per capire se il grido d’aiuto delle campagne verrà ascoltato.

I numeri della sfida energetica agricola

  • 800: Le aziende agricole colpite dal possibile stop ai PMG.

  • 6%: La quota di energia elettrica rinnovabile prodotta dal biogas nel 2023.

  • 2026-2027: Il biennio critico per i temuti tagli agli incentivi fotovoltaici.


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