Bioetanolo, un aiuto agli obiettivi 2030 che manca dal Pnrr

La nota di AssoDistil

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Alambicchi

Manca il bioetanolo nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È l’allarme di Sandro Cobror, direttore di AssoDistil.

Da una prima lettura del Pnrr, segnaliamo una scarsa integrazione con il Piano integrato energia e clima europeo che delinea gli scenari energetici nei prossimi dieci anni e, in particolare, nel settore trasporti con obiettivi vincolanti fino al 2030” spiega Cobror in una nota. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, dice poco o nulla a proposito dei carburanti alternativi necessari per decarbonizzare le emissioni del parco veicoli circolante, dominato almeno fino al 2030 da motori a combustione interna come chiaramente indicato dal Pniec. La soluzione migliore, a nostro avviso, è quella di puntare su soluzioni efficienti ed efficaci immediatamente utilizzabili e non su improbabili e costosissime soluzioni alternative dal futuro incerto”.

Il bioetanolo certificati sostenibile è il biocarburante più diffuso al mondo, ricorda l’associazione, un dato che però non riguarda l’Italia.

Il carburante certificato è più performante rispetto alla benzina grazie a oltre il 70% di emissioni in meno ed è già utilizzato nelle vetture circolanti come già avviene in molti Paesi UE.

Una soluzione quindi che non richiede grossi sforzi infrastrutturali, si può miscelare fino al 10% con la benzina producendo l’E10, ed è già presente nel Paese. “In Italia esistono produttori di bioetanolo certificato sostenibile ma, non essendoci ancora un mercato nazionale, destinano il prodotto all’estero oppure per altri usi. L’uso di bioetanolo, se confrontata con altre soluzioni, non richiede enormi investimenti in infrastrutture, import di materie prime da paesi extra UE, nuove motorizzazioni e costi di smaltimento. Il bioetanolo, non solo è disponibile in quantità, ma risponde pienamente ai criteri di sostenibilità fissati dalla UE ed è utilizzabile immediatamente senza alcuna modifica alle infrastrutture esistenti e alle motorizzazioni circolanti” rimarca Cobror.

Basterebbe una piccola parte delle Pnrr, spiega Assodistil nella nota, per promuovere la diffusione del bioetanolo e aiutarlo a creare un mercato e “finanziare i nuovi investimenti in bioraffinerie avanzate nel nostro Paese che, assieme alle distillerie esistenti, siano in grado di produrre tutto il bioetanolo che serve al nostro Paese al 2030 e per ridurre di almeno il 30% l’accisa sul bioetanolo evitando le attuali inaccettabili distorsioni di mercato”.

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