iLcomparto degli agrofarmaci crede nell’agricoltura sostenibile. Allo stesso modo ritiene che conciliare redditività delle colture e sicurezza alimentare sia oggi un tema assoluto che non si può mettere in discussione. Di produttività agricola e salubrità dei cibi se ne è parlato alla tavola rotonda “Sostenibilità: più numeri meno aggettivi”. Iniziativa organizzata da Terremerse in occasione del Macfrut di Rimini, il più grande salone della frutta e verdura made in Italy.

I contenuti della tavola rotonda

L’incontro, lo scorso 8 settembre, ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni per riflettere sul tema della produzione agricola a 360°, nell’ottica dell’imprenditorialità. Dall’evoluzione del concetto di agricoltura 4.0 all’utilizzo consapevole degli agrofarmaci.
Proprio in merito all’uso di prodotti fitosanitari, serve “superare le strumentalizzazioni” ha sottolineato Marco Casalini, presidente di Terremerse, la cooperativa multifiliera dell’agroalimentare emiliano-romagnolo e nazionale. Chiarendo: “Noi li chiamiamo medicine per l’agricoltura”.

Sul ruolo della politica in tema di sostenibilità è intervenuto, in videomessaggio, l’europarlamentare Paolo De Castro: “Bisogna fare dei passi concreti in tema di sostenibilità, in termini di attenzione nei confronti dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, ma vogliamo farli insieme alle imprese forti e competitive. Questo è un indirizzo chiaro che ha dato il Parlamento europeo, ad esempio nel voto alla Commissione Commercio internazionale quando si è parlato di Green Deal e di Farm to Fork. Occorre quindi accompagnare le imprese verso questi obiettivi ambiziosi di sostenibilità”. In merito agli indirizzi a cui puntare, “gli strumenti sono tanti, dalla riduzione dei fitofarmaci attraverso le tecniche genetiche non ogm alle soluzioni meccaniche, droni e agricoltura 4.0 ha aggiunto De Castro.

Meno burocrazia, nuovi bandi e più giovani in agricoltura nei territori dell’Emilia-Romagna

Agevolare la burocrazia, ovvero semplificare per aiutare il comparto a crescere. È la parola d’ordine di Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della regione Emilia-Romagna: “Dobbiamo lavorare per aiutare le nostre imprese a raggiungere tre obiettivi: la capacità di produrre, cioè investire in ricerca, tecnologia e salvaguardare le produzioni; la sostenibilità, declinata negli ambiti ambientale, economico e sociale; la qualità e la sicurezza alimentare per i consumatori, ovvero garantire livelli di trasparenza e tracciabilità a tutti i livelli”.

Guardando ai numeri, con riferimento a quanto portato a compimento dalla regione Emilia-Romagna, in questi 7 anni il 40% del Psr è andato sulla sostenibilità ambientale e il biologico è cresciuto in cinque anni del 75%. Abbiamo investito sulla ricerca e sull’innovazione per trovare tecniche sempre più efficaci a mantenere alta la fertilità dei suoli, ridurre le emissioni, consumare meno acqua, puntando sull’economia circolare” ha spiegato l’assessore Mammi.

Infine, per concretizzare i prossimi obiettivi di sostegno al mondo agricolo: “Abbiamo una iniezione di risorse mai vista. C’è il Psr transitorio che per l’Emillia-Romagna significa 408 milioni di euro nei prossimi diciotto mesi. Investiremo sulle aree fragili della regione, quelle montane e del basso ferrarese, con misure compensative. Soprattutto, investiremo sui giovani per agevolare il loro ingresso in agricoltura. Ma una grande spinta sarà quella agli investimenti aziendali con 120 milioni di euro. Altri 205 milioni di euro saranno destinati alle filiere agricole per aiutarle a investire, dando priorità a strategie quali zootecnia e ortofrutta. Insieme a un piano di velocizzazione amministrativa” ha aggiunto l’assessore Mammi.

Agrofarmaci in agricoltura: produttività delle colture, cibi sostenibili e intelligenza artificiale per la creazione delle molecole del futuro

Sul tema degli agrofarmaci in agricoltura e la sicurezza degli alimenti è intervenuto Riccardo Vanelli, amministratore delegato di Syngenta Italia, realtà rappresentante l’agro-industria: “Negli ultimi trent’anni si è assistito a una diminuzione del 70% del numero di molecole presenti, segno che gli agrofarmaci oggi a disposizione degli agricoltori sono sicuri. L’etichetta registrativa rappresenta l’elemento attraverso il quale l’agrofarmaco può essere implementato e posto in campo in maniera corretta. Se queste indicazioni vengono seguite, avremo cibi sostenibili in ottica di salubrità”.

In merito al tema dei residui fitosanitari nei prodotti alimentari, a livello europeo “l’Italia è spiccata nel confronto con altri paesi. L’88% dei campioni sono risultati essere in linea o inferiori ai livelli prescritti. Questo testimonia un impegno importante di tutta la filiera, dal produttore degli agrofarmaci fino all’agricoltore. Un elemento nuovo che abbiamo introdotto quest’anno è l’intelligenza artificiale che entra nel processo di creazione dell’agrofarmaco, identificando quelli che sono i requisiti e l’identificazione delle molecole del futuro ha sottolineato Vanelli.

Inoltre, per garantire nuovi principi attivi agli agricoltori, Vanelli ha affrontato anche il tema del biocontrollo, parliamo cioè di agrofarmaci di origine naturale che si vanno a integrare nei protocolli di coltivazione, in linea con i requisiti sempre più stringenti”.

Sul contributo degli agrofarmaci al raggiungimento di obiettivi di produttività in agricoltura, si è soffermato Alberto Ancora, vice president dell’Agricultural solutions Emea South Basf, la divisione agricola della realtà della chimica: “Il nostro è uno dei settori più regolamentati al mondo. Ci vogliono circa dodici anni per arrivare a un agrofarmaco. Il percorso registrativo è severo e questo è un elemento di assoluta garanzia. Il concetto dell’indispensabilità degli agrofarmaci va letto alla luce della riduzione significativa oggi esistente nel numero dei principi attivi. Negli ultimi vent’anni, a livello europeo, siamo passati da più di 1.000 a circa 300.

Alla domanda su “come si può perseguire un obiettivo di riduzione del 50% degli agrofarmaci, in un contesto che richiede nuove soluzioni”, Ancora ha affermato che “non è il momento di sottrarre soluzioni agli agricoltori, ma darne di nuove. Dobbiamo lavorare sempre più verso il concetto di offerta integrata. Perché gli obiettivi di mantenere rese produttive quantitativamente e qualitativamente importanti resta in maniera assoluta. Il biologico non va citato come unica icona della sostenibilità. La sostenibilità passa attraverso una proposta integrata di soluzioni dove il biologico è solo una di queste”.

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Massimo Boddi
Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.