immagine presa dal sito di ENEA

Ridurre l’impronta ambientale delle filiere di olio d’oliva, vino, acqua in bottiglia, mangimi, salumi e formaggio. Spaziavano in tutti questi ambiti le sfide con cui si sono dovuti misurare studenti, spinoff o startup che hanno partecipato al premio “Green Poster”, promosso nell’ambito del progetto europeo PEFMED, coordinato da ENEA. I riconoscimenti sono stati consegnati nel corso della conferenza finale del progetto a Roma, alla quale hanno partecipato oltre 120 rappresentanti italiani ed europei della comunità scientifica, istituzionale ed accademica.

Primo premio: packaging riciclabile in polietilene

Ad aggiudicarsi il primo posto è stato il progetto “Ecodesign per un packaging sostenibile per il settore alimentare”, realizzato da un team di  studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. La soluzione consiste in un imballaggio flessibile in polietilene, riciclabile, riutilizzabile e dotato di una banda laterale che permette il controllo del dosaggio del prodotto.

Secondo premio: una farina proteica dagli scarti della birra

Il secondo premio è invece andato al progetto “Strategie di recupero e utilizzo degli scarti della birrificazione: la farina di trebbie di birra” degli  studenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. I ragazzi hanno ideato un processo per la valorizzazione degli scarti derivanti dal processo di macerazione del malto d’orzo utilizzato per la birrificazione. In particolare, grazie al sistema di recupero tramite essiccazione, si può ottenere una farina ricca di proteine e fibre (arabinoxilani e ß-glucani). Questo prodotto può essere impiegato per la realizzazione di snack e prodotti da forno, ma anche in ambito farmaceutico, nella cosmesi, nel pet food, nell’industria cartaria e nella produzione di pellet.

Terzo premio: calcestruzzo green da mais e riso

Ad aggiudicarsi il terzo premio è stato il progetto  Ecoffi: dai residui agricoli agli aggregati per calcestruzzi” degli studenti del Politecnico di Torino. Il progetto di ricerca ha riguardato la realizzazione di campioni di calcestruzzo arricchito con scarti di mais e paglia di riso. Un materiale che, spiega una nota, dimostra “la sostenibilità ambientale del processo, attraverso la metodologia Life Cycle Assessment (LCA), sia per l’aspetto “carbon free” che per la quota superiore alla media di energia rinnovabile utilizzata”.

La menzione speciale

Oltre ai vari premi, la commissione scientifica, composta da esperti di ENEA, Federalimentare e AgroCamera (Azienda Speciale della camera di Commercio di Roma),ha assegnato anche una menzione speciale. Il progetto a cui è stata attribuita è pOsti – xfarm”: il binomio cibo e tecnologia”, nato dalla partnership di due startup. La soluzione consiste in una un software per il controllo delle coltivazioni con registro di trattamenti, mappe catastali e database dei fitosanitari.

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