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Acqua minerale, l’efficienza parte dall’analisi della carbon footprint

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Acqua minerale, l’efficienza parte dall’analisi della carbon footprint

Martedì 11 ottobre è stato inaugurato nello stabilimento di Acqua Minerale San Benedetto di Scorzè (Venezia) un impianto di trigenerazione realizzato da E.ON., una soluzione in grado di  ridurre le emissioni di CO2 di circa 17.300 tonnellate l’anno nonché di diminuire i costi energetici dello stabilimento di una percentuale pari al 15%.  In quest’occasione abbiamo approfondito insieme a Vincenzo Tundo, Direttore Marketing del Gruppo Acqua Minerale San Benedetto, le iniziative promosse dall’azienda per ridurre l’impatto ambientale della sua filiera produttiva, un percorso –  legato a un accordo sottoscritto nel 2009 con il Ministero dell’Ambiente e poi rinnovato nel 2011 e nel 2016 – che ha visto come primo step la quantificazione delle emissioni prodotte in termini di carbon footprint. In particolare l’accordo siglato a gennaio 2016 prevede la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi e alla riduzione dell’impatto sul clima del settore delle acque minerali e bevande analcoliche.

 Come si inserisce all’interno della vostra strategia aziendale sulla sostenibilità ambientale il progetto dell’impianto di trigenerazione realizzato con E.ON ? Quali saranno gli step successivi?

In cosa consiste il progetto legato all’accordo volontario con il ministero dell’ambiente legato all’analisi della vostra carbon foot print? Per ridurre le emissioni dove siete intervenuti a livello prioritario (packaging)? 

Come vi state muovendo sul fronte trasporti? Quali iniziative state promuovendo oltre all’apertura di nuove attività produttive?

http://www.youtube.com/watch?v=xIXZaOce95Q&feature=youtu.be

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