Al via il bando Mipaaf per la ricerca nell’agricoltura biologica

4,2 milioni di euro per una copertura fino al 90% della spesa ammessa a finanziamento, fino a un massimo di 300mila euro a progetto

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mipaaf agricoltura biologicaLa pubblicazione il 7 gennaio ha ufficialmente aperto lo stanziamento dei 4,2 milioni di euro previsti dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). La finestra per presentare le domande sarà aperta 45 giorni. La copertura prevista è fino al 90% della spesa ammessa a finanziamento, per un massimo di 300mila euro a progetto.

Il nostro obiettivo è chiaro: rafforzare l’intera filiera del biologico, che consideriamo un comparto sempre più strategico per l’agricoltura italiana verso la sostenibilità integrata individuata dal Green deal, dalla strategie Farm to fork e nella nuova Pac come chiave di volta ineludibile per l’agricoltura del futuro“, così la ministra Teresa Bellanova a proposito del nuovo bando.

Un’iniziativa che può trovare grande riscontro nel tessuto agricolo nazionale in quanto l’Italia è tra i paesi leader in Europa per l’agricoltura biologica con una estensione dedicata di 2 milioni di ettari, pari a oltre il 15% della superficie nazionale, focalizzata soprattutto nelle regioni del Sud Italia (Sicilia, Puglia, Calabria) e in Emilia-Romagna, e quasi 80.000 operatori coinvolti. Tra i principali orientamenti produttivi: prati a pascolo, colture foraggere, cereali, olivo e vite.

Con questo bando miriamo al miglioramento delle produzioni biologiche, all’innovazione dei processi produttivi, al trasferimento tecnologico, alla fruizione e diffusione dei benefici e vantaggi dell’agricoltura biologica” dichiara il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate.

Fondamentale il coinvolgimento del tessuto agricolo biologico nazionale

Università e gli enti pubblici hanno ben otto le tematiche di ricerca previste tra cui spaziare: miglioramento genetico, riduzione degli input esterni, trasformazione dei prodotti, florovivaismo, piante officinali e piante aromatiche, l’agroecologia, meccanizzazione, sviluppo sostenibile del territorio e tutela ambientale, forestale e paesaggistica.

Il progetto di ricerca dovrà durare non oltre i 36 mesi e coinvolgere almeno una impresa agricola biologica o relative associazioni con un’attività di sperimentazione in loco.

“I progetti di ricerca devono tendere al consolidamento e allo sviluppo del settore e, attraverso il coinvolgimento obbligatorio sin dal primo momento di almeno una azienda agricola biologica, avere una applicazione concreta dei risultati sulle realtà produttive. In questo modo, potremo fare davvero innovazione e permettere alle nostre imprese di creare quel valore aggiunto che può essere determinante per la competitività sui mercati nazionale e internazionale” sottolinea L’Abbate.

“La definizione delle tematiche e l’approccio partecipato previsto dal bando sono frutto di un percorso di condivisione con il settore biologico, attraverso il coinvolgimento del Comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica”, ricorda la Bellanova. “Istituito nel 2016 con funzioni di indirizzo strategico per i progetti di ricerca nel settore biologico, il Comitato prevede la partecipazione delle regioni, delle rappresentanze di settore e degli enti vigilati dal Ministero”. “Da questi progetti ci aspettiamo indicazioni utili per il raggiungimento degli obiettivi che l’agricoltura è chiamata a perseguire da qui al 2030”.

La comunicazione e divulgazione dei risultati per il Mipaaf sarà strategica

Nel bando è previsto che si realizzi un video rivolto al mondo della formazione e alla realtà rurale in cui sia sinteticamente raccontata la storia e le fasi cruciali della ricerca.

Fatto ciò bisogna prevedere un’ampia diffusione dei risultati, accessibili gratuitamente, attraverso conferenze, pubblicazioni, video, banche dati o software open source.

Non si possono chiedere nuovi impegni agli agricoltori”, dice ancora Bellanova, “se non garantendo un costante accompagnamento in termini di ricerca e innovazione, che metta le aziende agricole nelle condizioni di mantenere la propria competitività sul mercato. Per tale motivo è richiesto agli enti proponenti di includere nelle proposte specifiche e concrete attività di divulgazione dei risultati dei progetti”.

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