Capraia è stata la prima isola dell’Arcipelago toscano a promuovere il Parco nazionale, come ricorda la Sindaca dell’isola di Capraia, Marida Bessi.

È una comunità che ha creduto tanto nel parco e che ci crede ancora ma deve essere aiutata a tenere gli esercizi funzionanti, perché è un’isola lontana dalla costa. La distanza condiziona la vita di chi ci abita“, sottolinea la sindaca aprendo i lavori su terra ferma di Capraia Smart Island, alla platea che ha già iniziato via nave un brainstorming e una condivisione di progetti che durerà tre giorni. “Per questo avervi qui anche in ottica di smartizzare l’isola è per noi motivo di attenzione importante.  La sfida è coniugare la bellezza di questo posto e allo stesso tempo rendere facile la vita di chi ci abita

Un comune che non ha molte braccia, spiega la sindaca, ma  ha persone che credono in questo progetto con i suoi 200 abitanti invernali ma che ne accolgono fino a 3mila d’estate”, che partecipano alla realizzazione di una innovazione nel nome dell’ambiente e della vivibilità dell’isola.

Una realtà quella di Capraia, attenta da sempre alla innovazione:”Già dagli anni 90 abbiamo  deciso di portare i rifiuti fuori dall’isola, di usare i dissalatori per liberarci dalla dipendenza dell’acqua potabile che arriva via nave con costi altissimi e poi con il rischio che in alcuni momenti non arrivassero rifornimenti perché bloccati dal mare. La stessa centrale elettrica va a biodiesel europeo“, spiega la sindaca “ora vogliamo fare di più. Abbiamo bisogno di poter gestire in modo leggero e facile le nostre attività e riteniamo che ci sono delle criticità che secondo me con un approccio smart possono diventare opportunità”.

Un vademecum per i comuni plastic free

Una cornice così sfidante dal punto di vista di soluzioni sostenibili ha inaugurato il vademecum che Legambiente ha realizzato con Chimica Verde per aiutare i comuni a implementare politiche plastic free.

La plastica è una sfida complessiva che va affrontata a monte” spiega Giorgio Zampetti, d.g. di Legambiente,Non è una battaglia contro tutta la plastica, ma siamo convinti, dai dati che stiamo raccogliendo, che ci siano delle azioni conseguenti sull’uomo. Ci sono dei nuovi materiali che ci dicono che oggi possiamo fare una seconda rivoluzione“.

“Il vademecum punta alla plastica che oggi è usata troppo, anche dove non è necessario“.  Prevenzione e sostituzione sono le chiavi del successo:”Il vantaggio delle plastiche compostabile è che si possono inserire nel ciclo dell’umido, pensiamo ai vantaggi nel buttare posate o bicchieri contenitori nelle vasche di asporto”.

Nel video i dettagli del vademecum

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.