Manager E1527782917123Lo scorso 16 aprile è stata pubblicata la nuova norma Uni 11782 sulle competenze degli utility manager. Il titolo del testo è: “Attività professionali non regolamentate, manager delle Utenze (Utility manager) – requisiti di conoscenza, abilità e competenze”.

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Conoscenze e abilità

Nel testo della norma viene definito il profilo dell’Utility manager. Nello specifico vengono indicate circa 41 conoscenze, 42 abilità e 15 competenze, in conformità al quadro europeo delle qualifiche (European qualifications framework – Eqf, Raccomandazione 2017/C 189/03 del 22 maggio 2017). “La massima espressione del manager delle utenze – spiega l’Uni in una nota – è racchiusa in 5 fasi e in 11 compiti definiti, che vanno a garantire al mercato professionalità e trasparenza, evitando sprechi e tutelando il lavoro dei professionisti che oggi operano nel rispetto della deontologia professionale e dei codici di condotta del consumo”.

Norma Uni, accesso alla valutazione della conformità

E’ inoltre descritto nella norma, sotto forma di linea guida, il percorso di accesso alla valutazione della conformità. Gli elementi che lo definiscono sono tre:

  • La presenza di 2 anni di esperienza nel ruolo
  • almeno uno o più corsi formativi per un numero di ore complessivo non inferiore a 24 ore su tematiche afferenti alla professione
  • un titolo Eqf 4 (per esempio il diploma di scuola superiore)

Con la norma Uni più trasparenza nel mercato

Soddisfazione è stata espressa da Federico Bevilacqua, presidente Assium  e membro del Gruppo di lavoro GL 27 “Manager delle utenze (Utility manager)” della Commissione Uni/CT 006 Attività professionali non regolamentate. “E’ stato un percorso faticoso ma avvincente, condiviso con importanti realtà del settore, che siamo sicuri permetterà di recuperare credibilità e trasparenza a un mercato che vive da troppo tempo un clima di incertezza e scarsa trasparenza”.

Il contesto normativo

La norma  Uni 11782 è inserita nel contesto legislativo delineato dalla Legge 4 del 14 gennaio 2013. Una misura che dà piena applicazione al principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica. Nell’articolo 6 “Autoregolamentazione volontaria” della L. 4/2013, pur non rendendo obbligatorio il rispetto delle norme Uni, sono stati definiti quei principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato dell’attività professionale che la norma tecnica di fatto garantisce.

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