Gnl_rigassificatore Rovigo

Secondo il senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia della Lega, la procedura “Open seasonsul rigassificatore di Rovigo espone l’Italia a dei rischi. Infatti, in una recente consultazione su quest’ultima, proposta dalla società Adriatic Lng, che gestisce il rigassificatore situato nell’Alto Adriatico, si consentirebbe di concentrare l’intera capacità residua del terminale fino al 2034 e la totalità della stessa dal 2034 al 2046, sotto il controllo di un singolo operatore. Questo, secondo Arrigoni, avrebbe evidenti profili anticoncorrenziali, esponendo inoltre il sistema italiano a rischi di sicurezza degli approvvigionamenti, in particolare nei mesi invernali. L’autorizzazione è attesa nelle prossime settimane. 

Il terminale di Rovigo rappresenta circa il 50% dell’intera capacità di rigassificazione dell’Italia e lo scorso inverno, con un contratto di importazione a lungo termine di gas naturale liquido, ha garantito un approvvigionamento stabile e sicuro.

L’interrogazione destinata al ministro Cingolani

Il senatore ha quindi depositato a Palazzo Madama, insieme ad altri colleghi senatori leghisti, un’interrogazione destinata al ministro della transizione ecologica Cingolani.

“La competitività, la sicurezza e resilienza del sistema energetico nazionale rappresentano un elemento essenziale per la crescita, lo sviluppo e la ripresa economica dell’Italia che è il secondo paese manifatturiero nella Ue, ancor più dopo questa fase pandemica”, spiega Arrigoni. “La transizione energetica è al centro delle politiche di rilancio della nostra economia ed il gas naturale, come indicato nel Pniec in corso di revisione, continuerà a ricoprire un ruolo essenziale nel mix energetico in tutti i settori”. 

Un portafoglio diversificato per gli approvvigionamenti

Il senatore Arrigoni è fermamente convinto che l’Italia si debba dotare di un portafoglio di importazione diversificato e competitivo di lungo termine che garantisca un mercato liquido ed approvvigionamenti sicuri a beneficio del sistema italiano, proteggendolo dalle dinamiche di mercato.

Continua Arrigoni: La proposta di Adriatic Lng di allocare nel 2021-2022 l’intera capacità disponibile a partire da dicembre 2034, con un tale anticipo temporale, e di allocarla potenzialmente ad un unico soggetto, è del tutto irragionevole, poiché non assicura la fornitura al mercato italiano, esponendolo alle logiche di ottimizzazione di un solo operatore, il cui obiettivo sarebbe la massimizzazione dei ricavi dalle vendite e non la sicurezza degli approvvigionamenti per il nostro sistema nazionale”.

Queste ragioni hanno spinto la Lega a chiedere al ministro Cingolani di sapere quali iniziative intenda adottare per assicurare la competitività e la sicurezza del sistema energetico italiano e affinché la procedura proposta da Adriatic Lng possa assicurare la corretta gestione di un’infrastruttura strategica per il mercato del gas italiano. 

Conclude Arrigoni: “Bisogna garantire in modo non discriminatorio la parità di accesso alla capacità del terminale a più operatori evitando di esporre il mercato italiano alle strategie di player globali”. 

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