Green deal, consultazioni europee per la tutela del suolo

La Commissione europea lavora a nuove linee guida a salvaguardia dei terreni e della biodiversità. Una strategia globale che coinvolge i cittadini e mira alla tutela dell’ambiente e della salute umana

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suoloLa Commissione europea dà il via nel mese di febbraio a una consultazione pubblica con obiettivo le nuove strategie per l’uso del suolo. Il tema è di cruciale importanza per una svolta sostenibile che tuteli il pianeta e limiti l’inquinamento.

Il terreno ospita infatti un quarto della biodiversità dell’intera Terra e ha tempi di formazione molto lenti. È una risorsa non rinnovabile dunque e protagonista di un drammatico degrado, segnato da fenomeni di desertificazione, contaminazione e perdita di materia organica: conseguenze queste che impattano direttamente sulla salute umana.

I seri effetti del degrado del suolo sfociano sia nel ramo alimentare, con un calo della produzione di prodotti, che in ramo ambientale, con contaminazioni di bacini idrici, per esempio. La mancanza di un quadro politico di protezione globale avrà perciò conseguenze negative in materia di clima, salute umana, ecosistemi naturali ed economia.

Strategia globale a difesa del suolo

In questo scenario si inserisce la nuova linea europea sulla biodiversità per il 2030. Fra i punti chiave un nuovo piano per l’uso del suolo, che ne freni il degrado dettato da gestioni inefficaci e sfruttamento eccessivo: la novità consisterà nell’affrontare in modo globale la questione. Il terreno non solo produce materie prime, come il cibo, ma depura l’acqua potabile e limita il rischio di alluvioni: la sua tutela deve quindi includere strategie che proteggano la fertilità e limitino l’erosione.

“Abbiamo letteralmente un tesoro sotto i piedi, e il nostro cibo e il nostro futuro dipendono da questo”, ha commentato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca. “Dobbiamo dotare l’Unione europea di una solida strategia che ci consenta di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi in materia di clima, biodiversità e sicurezza alimentare, e intensificare gli sforzi di gestione in modo tale da rispondere alle esigenze dei cittadini, della natura e del clima”.

Il nuovo progetto europeo prevede diversi passi: fra questi l’identificazione dei siti più contaminati, il monitoraggio costante della qualità del suolo e il ripristino delle zone più degradate, definendo le condizioni che identifichino il buono stato di un terreno.

Da contorno a questo piano, la consultazione pubblica della Commissione europea punta a coinvolgere direttamente cittadini e organizzazioni alla realizzazione del nuovo programma, condividendo punti di vista e problematiche.

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Redazione
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