Il 77% degli oggetti ritrovati sui fondali marini è di plastica. E’ questo uno dei dati rilevati  dall’Agenzia Europea per l’Ambiente che, da un lato promuove la qualità delle acque di balneazione del nostro Paese, ma dall’altro evidenzia qualche criticità sulla presenza di rifiuti sui fondali. Dati che fanno riflettere sull’importanza di promuovere maggiore consapevolezza sulla tutela del mare come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. Alla protezione del mare e delle specie che lo popolano è dedicata la Giornata del mare e della cultura marina, che si celebra oggi.

I dati dell’agenzia Europea dell’ambiente

L’Agenzia Europea per l’Ambiente sottolinea come in 64 arenili siano stati trovati oltre 770 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia, per un totale che supera i 180 mila oggetti spiaggiati. La situazione non migliora se consideriamo i fondali marini. In questo caso il range finale di oggetti ritrovati per chilometro quadrato è compreso tra 66 e 99.

La presentazione della campagna #IoSonoMare

In occasione della Giornata del Mare è stata inoltre presentata la campagna #IoSonoMare, promossa dal sottosegretario di Stato all’Ambiente Salvatore Micillo, con la Direzione Generale per la Protezione Natura e Mare del Ministero dell’Ambiente, ISPRA e SNPA. L’obiettivo è quello di valorizzare l’attività di monitoraggio sull’ambiente marino che questi soggetti portano avanti in chiave sinergica.

La campagna #IoSonoMare nasce dalla volontà di raccontare ai cittadini lo stato del mare, ma soprattutto quanto lo Stato fa per il mare. È giusto e importante che i risultati delle indagini vengano condivisi e diventino patrimonio di tutta la collettività” – sottolinea in una not il sottosegretario Salvatore Micillo, con deleghe alla tutela del mare e all’educazione ambientale –  i prossimi mesi saranno i mesi del mare, coinvolgeremo Università ed enti di ricerca e daremo evidenza a tutte le esperienze raccolte attraverso le attività di studio e controllo dei nostri mari.”

Un ricco calendario di iniziative

Con la giornata di oggi prende il via una serie di eventi dedicati al mare che  si concluderà il prossimo 2 dicembre con la 21° Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona per la Protezione del Mar Mediterraneo dall’Inquinamento a Napoli dove si parlerà di blue economy, clima, biodiversità e sviluppo sostenibile.

Ministro Costa: “Vogliamo tenere i riflettori accesi sul mare”

Vogliamo tenere i riflettori accesi sul mare, coinvolgendo i cittadini, da oggi al 2 dicembre, quando inizierà a Napoli la Conferenza delle parti della Convenzione di Barcellona che quest’anno siamo orgogliosi di ospitare” afferma in una nota il ministro dell’Ambiente Costa.

“Il mare unisce i popoli più che dividerli, e sempre più deve essere un ponte tra diverse culture per promuovere una cultura comune, condivisa, che è la cultura del mare. Per questo proporrò alla Cop di Napoli l’istituzione di aree marine transnazionali, ne immagino una pionieristica tra Italia, Africa e partner europei” conclude il ministro.

L’importanza dela raccolta dei dati

Tra gli strumenti utili per monitorare in maniera efficace lo stato di salute dei nostri mari c’è la raccolta dei dati. ” dati ci consentono di avere chiare quali sono le criticità su cui intervenire con provvedimenti normativi e campagne di sensibilizzazione – spiega Micillo in nota per fare un esempio, il Ddl Salvamare, approvato pochi giorni fa in Consiglio dei Ministri, che permette ai pescatori di portare a riva la plastica raccolta con le reti durante le battute di pesca, o la #PlasticFreeChallenge lanciata dal Ministro Costa la scorsa estate, rispondono all’allarme dei rifiuti in mare, laddove sappiamo che il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e parliamo di oltre 150 milioni di tonnellate”.

Il ddl Salva mare

Il ddl Salava mare è stato approvato Consiglio dei Ministri nella seduta del 4 aprile 2019 su proposta del Ministro dell’ambiente Sergio Costa e ha introdotto disposizioni per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l’economia circolare. Il testo passerà ora alla Conferenza unificata per il parere di competenza.

A Pisa il primo porto plastic free

Per contrastare l’inquinamento da plastica un ruolo chiave può essere rivestito dai porti. Quello di Pisa ad esempio è diventata la prima infrastruttura del suo genere plastic free, dando l’addio alla plastica monouso.  Soddisfatto dell’iniziativa il ministro Costa che in una lettera a all’amministratore unico del Porto di Pisa Simone Tempesti ha affermato: Ringrazio il Porto di Pisa per aver accolto l’appello a diventare plastic free. E mi congratulo per essere diventato il primo porto d’Italia che ha detto addio alla plastica monouso. Mi auguro che questo modello virtuoso venga presto replicato negli altri porti italiani. Con la legge Salvamare, approvata la scorsa settimana in Consiglio dei ministri, si inizia a ripulire il mare dalla plastica, con alleati preziosi come i pescatori. L’Italia, che per due terzi è bagnata dal mare, vuole essere leader nella tutela di questa risorsa. Con l’impegno di tutti possiamo farcela: confido anche nella sensibilità di velisti, diportisti e subacquei che frequentano il porto di Pisa. Salviamo il mare tutti insieme!”. 

A Porto Cesareo inaugurato centro per la plastica raccolta dai pescatori

Altro esempio del coinvolgimento positivo delle infrastrutture portuali nella lotta alla plastica è l’inaugurazione a Porto Cesareo in Puglia di un Un centro per il conferimento dei rifiuti pescati in mare. Si tratta dell’Ecocentro Blu, nato dall’Accordo di Programma per la definizione delle attività di “Pulizia dei fondali marini” sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’Area Marina Protetta “Porto Cesareo”, il Comune di Porto Cesareo e la Capitaneria di Porto di Gallipoli.In questo modo i pescatori operanti nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, dotati a bordo delle loro imbarcazioni di big bag fornite dal Comune, potranno conferire i rifiuti raccolti in mare.

“Finalmente i pescatori potranno portare a terra la plastica e i rifiuti che trovano impigliati nelle loro reti invece di rigettarli in mare – sottolinea in nota il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – come già avvenuto nell’Arcipelago Toscano, oggi anche la Puglia sperimenta ciò che con la legge Salvamare diventerà presto una realtà nazionale. Sempre più le aree marine protette sono laboratori di sostenibilità dove sperimentare progetti innovativi per tutelare il mare”.

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