gas naturale

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha presentato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, attraverso cui l’Italia si preparerà ad affrontare l’inverno.

I principali obiettivi del Piano

Due gli obiettivi principali del Piano:

  • assicurare un elevato grado di riempimento degli stoccaggi per l’inverno
    2022- 2023, considerata la rilevante funzione dello stoccaggio nella copertura dei fabbisogni nazionali di gas nel corso dell’inverno e le ripercussioni in caso di anticipata interruzione di flussi dalla Russia, in termini di mancato o insufficiente riempimento;
  • diversificare rapidamente la provenienza del gas importato, massimizzando l’utilizzo delle infrastrutture disponibili e, aumentando contestualmente la capacità nazionale di rigassificazione di Gnl.

Per quanto riguarda la prima misura, il Governo ha fissato con il DL del 1° marzo 2022, n. 17, l’obiettivo nazionale di riempimento degli stoccaggi di almeno il 90% e, in considerazione di quest’ultimo, sono stati adottati i conseguenti provvedimenti amministrativi (DM n. 110 del 14 marzo 2022 e DM n.138 del 1° aprile 2022) per favorire la campagna di iniezione, introducendo modalità incentivanti attraverso interventi regolati da Arera.

Attraverso il monitoraggio quotidiano del riempimento progressivo e i diversi interventi normativi e regolatori, al 1° settembre 2022, il livello di riempimento degli stoccaggi era di circa l’83%.

Le misure per diversificare il gas importato

In primo luogo, per diversificare le importazioni di gas è stato siglato un accordo per il graduale aumento delle forniture di gas dall’Algeria, così da sfruttare al massimo le attuali capacità.
Sono state anche incrementate nel breve termine le importazioni dal gasdotto Tap, la cui società realizzerà il raddoppio della capacità di trasporto, che non sembra necessitare di interventi tecnici sul tratto italiano del gasdotto.

Le nuove rotte del gas

Insieme ad Eni e Snam, il Governo ha avviato delle interlocuzioni che garantiranno approvvigionamenti di Gnl da: Egitto, fino a 3,5 miliardi di Smc; Qatar, fino a 1,4 miliardi di Smc; Congo, fino a 4,6 miliardi di Smc.
Circa 3-3,5 miliardi di Smc arriveranno da forniture in fase di negoziazione da altri Paesi quali: Angola, Nigeria, Mozambico, Indonesia e Libia.

La situazione dei rigassificatori in Italia

È necessario incrementare la dotazione di infrastrutture del gas.

I rigassificatori attualmente sono utilizzati al massimo, pertanto occorrono nuovi terminali di rigassificazione di Gnl, in tempi brevi e da nuove rotte.

A questo proposito, il Governo ha optato per strutture galleggianti che hanno quindi maggiore flessibilità e richiedono minori tempi di realizzazione, rispetto a strutture fisse.

Il MiTE ha dunque, con un atto di indirizzo del 22 marzo scorso, ha chiesto a Snam di procedere all’acquisizione di due Fsru (Floating storage and regasification unit) di capacità di circa 5 miliardi di Smc ciascuna, segnalando ad Arera la necessità di definire il quadro regolatorio di tali infrastrutture.

Sono state dunque introdotte procedure di autorizzazione accelerate e semplificate, mediante la nomina di Commissari straordinari coincidenti con i presidenti delle due Regioni interessate, Toscana ed Emilia-Romagna, finalizzate a installare le nuove unità di rigassificazione e stoccaggio galleggianti.

Il Governo ha l’obiettivo di arrivare ad avere fin esercizio entro i primi mesi del 2023 il primo rigassificatore galleggiante ed, entro il 2024, anche il secondo impianto.

Le misure ideate consentiranno di sostituire entro il 2025 circa, 30 miliardi di Smc di gas russo con circa 25 miliardi di Smc di gas di diversa provenienza, arrivando a colmare la differenza con fonti rinnovabili e con politiche di efficienza energetica.

Piano Di Diverisficazione Geografica

Le misure per aumentare la produzione nazionale di gas

Sono inoltre state adottate misure urgenti per aumentare la produzione nazionale di gas, attraverso il DL 17/22 la cui attuazione è ancora in corso, da queste si attende nel medio termine un aumento, che arriverà a raddoppiare la capacità di produzione nazionale, che oggi si attesta intorno ai 3 miliardi di Smc.

Il Governo precisa che le misure suddette sono complementari all’aumento della produzione di energia elettrica rinnovabile e di gas rinnovabili, come biometrano e idrogeno.

Lo sviluppo di fonti rinnovabili

Le rinnovabili e il loro sviluppo rimangono un fattore strategico, in quanto consentono di ridurre la domanda di gas e le emissioni di CO2. Si prevede pertanto lo sviluppo di impianti per la produzione di energia elettrica rinnovabile offshore e onshore, per circa 8 GW l’anno, a regime dal 2023.

Secondo gli ultimi dati relativi alla potenza rinnovabile appena autorizzata o vincitrice di asta con il Gse, sono attesi in esercizio +9,3GW tra 2022 e 2023, di cui 7GW tra gennaio 2022 e marzo 2023, a fronte di meno di 1GW all’anno degli anni precedenti. E, nel frattempo, continuerà l’autorizzazione di nuovi impianti per l’autoproduzione o per la vendita dell’energia sul mercato.

Le misure volontarie di riduzione della domanda

Gli Stati europei dovranno adottare dal 1° agosto 2022 al 31 marzo 2023 misure volontarie di riduzione della domanda per ridurre i consumi nazionali di gas di almeno il 15%, rispetto alla media dello stesso periodo di otto mesi nei cinque anni precedenti.

Nel caso dell’Italia, in base ai criteri del Regolamento, considerando i consumi di gas nel periodo 1° agosto – 31 marzo dei cinque anni antecedenti al 2022, sulla base dei dati forniti da Snam, il volume medio complessivo da considerare come riferimento iniziale su cui parametrare le misure è pari a 55,1 miliardi di Smc. I consumi previsti nel periodo considerato sono di 54,8 miliardi di Smc, lievemente inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

Ciò implica che le misure volontarie di riduzione della domanda ammontano a 8,2 miliardi di Smc di gas naturale, che dovrà essere risparmiato attraverso specifiche azioni.

Le azioni che i cittadini dovranno mettere in campo

I cittadini dovranno fare la loro parte e pertanto saranno tenuti a: limitare le temperature a 17°, con una tolleranza di due gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; oppure a 19°, con tolleranza di 2 gradi, per tutti gli altri edifici, anche residenziali.

Gli impianti termici andranno accesi 15 giorni in meno: otto giorni di posticipo delle accensioni e sette giorni di posticipo degli spegnimenti, nonchè riduzione di un’ora al giorno dell’accensione.

In questo modo si potranno risparmiare 3 miliardi di Smc.

Settore Domestico Commercio

Le altre misure a costo zero

Altre misure sono: riduzione di temperatura e durata della doccia; utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo; abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno; l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico; distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione; spegnimento o inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza; non lasciare in stand by TV, decoder, Dvd; riduzione delle ore di accensione delle lampadine.
Queste misure pesano per 2,7 miliardi di Smc e, un altro miliardo potrà essere risparmiato se gli italiani acquisteranno elettrodomestici a basso consumo o a led.

Tenendo in considerazione la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas), i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas) e le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione, le stime dell’impatto di tutte le misure di contenimento portano ad un potenziale di circa 5,3 miliardi di Smc di gas.

Il contenimento dei settori industriali energivori

Per quanto riguarda le misure di riduzione dei settori industriali energivori, è stato aperto un tavolo di confronto con Confindustria per definire contenuti e modalità
di attuazione.

È in corso un rilevamento mediante questionari delle diverse imprese interessate, per determinare il potenziale di riduzione dei consumi su base volontaria o incentivata e le categorie di imprese che hanno cicli produttivi non interrompibili senza preavviso.

Infine, saranno organizzate le misure già previste dal Piano di emergenza gas nazionale, quale l’interrompibilità volontaria dei prelievi di gas e il peak shaving con Gnl.

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