Impiantigestionerifiuti 1024x748Gli impianti per la gestione dei rifiuti sanitari, considerando gli elevati quantitativi di mascherine e guanti resi necessari dall’emergenza Coronavirus, sono adeguati. A sottolinearlo è il ministro dellAmbiente, Sergio Costa, che questa mattina è stato sentito in audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti. 

Rifiuti, capacità impianti è “tranquilla”

Nell’opzione peggiore di dover gestire elevate quantità di mascherine e guanti monouso “la nostra capacità complessiva come paese Italia è tranquilla. Abbiamo gli spazi. Questo ce lo dicono gli operatori del settore”, ha spiegato Costa tracciando un quadro degli impianti per la gestione dei rifiuti sanitari e assimilabili.

Qualche numero sulla capacità degli impianti

Per quanto riguarda la sterilizzazione o l’incenerimento, gli impianti hanno “una capacità complessiva annua di 350 mila tonnellate. Adesso lavorano circa 150 mila tonnellate annue. Abbiamo quindi un gap di capienza di circa 200 mila ton annue”, ha aggiunto il ministro.

Mascherine riutilizzabili e gestione dei rifiuti

Le mascherine per la popolazione, senza considerare quelle per il personale sanitario, rappresentano una quantità molto elevata. Ci sono però, ha sottolineato Costa, quelle riutilizzabili più volte, previo lavaggio secondo le procedure indicate.

“Facendo un calcolo spannometrico, usare questo tipo di mascherine riutilizzabili per 10 – 15 volte, su cui stiamo facendo tutte le verifiche, significa ridurre l’uso mensile delle mascherine di un terzo dell’attuale supposizione”, ha spiegato. “Ciò vuol dire avere uno stock ancora maggiore di capacità di gestione di queste mascherine inteso come rifiuto indifferenziato”, ha aggiunto.

Strutture di raccolta dei rifiuti nelle farmacie

 “Il nostro scopo con il tavolo tecnico che stiamo costituendo per la fase 2 è quello di coinvolgere anche altri operatori, come l’ordine dei farmacisti”. L’obiettivo è “poter installare davanti alle farmacie dei raccoglitori per le mascherine e guanti della popolazione, non quelli per operatori sanitari”.

Gestione rifiuti ed economia circolare

“Questo perché delle aziende si stanno già specializzando e stanno andando incontro a procedure, già definite a livello internazionale, per la sanificazione commerciale di questi prodotti”. Processi che “consentono di utilizzare come materie prime seconde ciò che tecnicamente sono i polimeri di fine nastro. Quindi c’è la possibilità di avere un ritorno economico e non trovare a terra mascherine e guanti monouso”. Questi rifiuti, “una volta sanificati, possono avere un futuro nell’economia circolare”.

La fase 2 e il tavolo tecnico 

Tornando alla gestione dei rifiuti nella fase 2 e al tavolo tecnico, Costa ha inoltre sottolineato come sia “importante che il ministero dell’Ambiente, Ispra, soggetti ministeriali, il Mise in particolare, e operatori del settore collaborino in termini ufficiali, così come hanno collaborato finora in termini ufficiosi”.

“Mi riferisco – ha detto il ministro – in particolare all’apertura di un tavolo permanente, almeno finché le condizioni emergenziali ce lo richiedano, per il monitoraggio del flusso dei rifiuti indifferenziati, di quelli differenziati e di quelli sanitari”. Ma anche “a una campagna di comunicazione nazionale fatta in tutti gli spazi consentiti e a linee di indirizzo via via nuove che gli operatori ci segnalano” sulla base delle problematiche riscontrate, come è stato fatto finora.

Gestione dei rifiuti e criminalità

Altro tema toccato da Costa nel suo intervento è stato l’interesse criminale sul settore rifiuti. In base a quanto riferito dal Nucleo operativo ed ecologico dei carabinieri, ha spiegato il ministro, “l’emergenza Covid non comporterà la delineazione di scenari criminali nuovi e di conseguenza di un modus operandi di illecito nuovo, bensì il potenziale peggioramento di quello attuale”.

Rischi per strutture ospedaliere di contratti o appalti pubblici con modalità illecite

La percentuale di incidenza di tali rifiuti sanitari appare tuttora di minore rilevanza. Ciò nonostante, si ritiene che il settore possa essere appetibile, per evidente espansione futura, per le compagini criminali, sempre spinte alla ricerca di canali profittevoli. E allora la situazione emergenziale potrebbe essere sfruttata per ottenere dalle strutture ospedaliere o assimilate la stipula di contratti o l’assegnazione di appalti pubblici con modalità illecite, ricorrendo anche a condotte corrutivo-concussive”, ha aggiunto.

“Infatti, sebbene lo scenario attuale sia inedito, condotte criminose sono già state riscontrate in altre situazioni emergenziali, come per i terremoti e per la successiva ricostruzione. L’Arma dei carabinieri mi scrive che sono perfettamente attivati in questo senso e stanno operando in termini info-investigativi, riferendosi alle Procure”, ha concluso.

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