coste italiane Ispra

Negli ultimi 20 anni, in seguito alla costruzione di nuove opere artificiali, sono andati persi 5 Km di costa naturale. Per avere un’idea, l’equivalente dell’intero litorale di una località balneare come Fregene.

Dai dati Ispra, presentati lo scorso 25 maggio, nelle zone retrostanti le spiagge questo processo di artificializzazione è ancora più rilevante. Qui infatti, le dune costiere e la vegetazione viene sostituita da oltre 10 km di opere antropiche. 

Dalla banca dati “Linea di Costa Italiana 2020” emerge che la linea di costa italiana misura circa 8.300 Km, di cui il 13% è occupato da opere artificiali come porti, opere di difesa costiera, opere idrauliche di impianti industriali, strutture artificiali a supporto della balneazione.

La costa artificiale negli ultimi 20 anni, è aumentata complessivamente di oltre 100 Km.

Analogo sviluppo per quanto concerne il collegamento tra le spiagge e il territorio circostante. La linea di retrospiaggia è lunga circa 4mila Km, di queste solo la metà sono naturali e, oltre il 20% è completamente occupato da opere artificiali di varia natura, come ad esempio abitazioni e lidi. Nel caso di specie, in vent’anni l’incremento è stato di 200 Km. Il rimanente 30% si caratterizza come “urbano sparso”, ovvero uno spazio occupato parzialmente da opere antropiche. 

L’elaborazione dei dati sulle coste italiane che Ispra svolge da 20 anni, monitorando la fascia costiera e la sua evoluzione, è fondamentale per la pianificazione e la gestione dei litorali. L’elaborazione è stata migliorata grazie all’evoluzione dello standard qualitativo e alla possibilità di rendere accessibili i risultati degli studi, con il nuovo “Portale delle coste Ispra”. Quest’ultimo costituisce un concreto supporto a tutti i soggetti interessati al tema.

La banca dati Linea di Costa 2020 è disponibile al link: https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/sites/#/coste

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