A Livorno i pescatori contribuiranno alla pulizia del mare durante la loro attività. Se prima infatti c’era l’obbligo di buttare in acqua i rifiuti in plastica che si incontravano durante l’attività ittica, in quanto la legge rendeva i pescatori produttori di rifiuti se li avessero condotti a riva, a partire da domani sarà possibile portare questi rifiuti in porto per avviarli al riciclo.

Ciò sarà possibile grazie al progetto sperimentale semestrale “Arcipelago Pulito” legato a un protocollo d’intesa siglato oggi tra la Regione Toscana, il Ministero dell’ambiente, l‘Unicoop Firenze, Legambiente, l’Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Labromare che è la concessionaria per il porto di Livorno per la pulizia degli specchi acquei portuali, la Direzione marittima della Toscana, l’azienda di raccolta dei rifiuti Revet e la cooperativa di pescatori Cft.

Dati scientifici

Grazie a quest’iniziativa, che coinvolgerà 300 km2 di mare tra Livorno e Grosseto, non solo si contribuirà a raccogliere e successivamente trattare i rifiuti in plastica che si trovano in mare, ma si potranno anche raccogliere dei dati relativi alla concentrazione di plastiche disperse permettendo, da una parte, di mettere in atto iniziative strutturate per contrastare il fenomeno e, dall’altra, di sensibilizzare i cittadini sul tema intervenendo a monte sul problema.

L’input della Fondazione Angelo Vassallo

L’input per la promozione dell’iniziativa è venuto dalla Fondazione Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, nel salernitano, ucciso dalla criminalità organizzata nel 2010. L’idea ha trovato un supporto nell’ambito delle iniziative che la Regione Toscana sta portando avanti sul fronte dell’economia circolare. In particolare si punta attraverso l’iniziativa a tutelare il mare e la qualità del pescato.

Gli step del progetto

Il progetto partirà in maniera concreta già a marzo con le attività per la formazione dei pescatori, mentre tra la primavera e l’estate ci si sposterà in mare per le attività vere e proprie di raccolta che dureranno 6 mesi. “All’inizio saranno coinvolte una decina di imbarcazioni di grandi dimensioni – si legge sul sito della Regione Toscana – successivamente potrebbero essere utilizzate però anche le barche più piccole delle ventiquattro in forza alla cooperativa.” Ogni imbarcazione sarà dotata di un contenitore separato dove inserire i rifiuti raccolti che una volta in porto verranno posti in un’area ben determinata (già individuata), analizzati e classificati da tecnici per poi essere destinati al riciclaggio o allo smaltimento.

Replicare altrove 

Attualmente il progetto interessa come si è detto la città di Livorno, ma, fanno sapere dall’Autorità portuale, non si esclude di replicarlo in altri luoghi come Piombino, l’isola d’Elba e Capraia e magari promuoverlo a livello nazionale.

Il ruolo di Unicoop Firenze

Unicoop Firenze partecipa all’iniziativa fornendo un contributo specifico per il servizio svolto dai pescatori, gli stessi che forniscono parte del pescato che si trova nei punti vendita della cooperativa. La somma destinata all’iniziativa è il centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-bi per frutta e ortaggi.

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