Il regolamento sulle emissioni di metano procede lentamente, ma va avanti. La piena attuazione delle sue disposizioni rappresenta una guida essenziale per gli operatori del settore e per i fornitori extra-europei. Come tale, è un provvedimento molto atteso, e i suoi continui ritardi — in Italia non è ancora stato ufficializzato l’ente di riferimento — sollevano diversi interrogativi sui piani di business del comparto.
«La Commissione Europea difficilmente riuscirà a realizzare l’atto delegato richiesto per il regolamento sulle emissioni di metano (“Stakeholder consultation document”)»: è quanto anticipa Cristiano Fiameni Direttore tecnico, CIG Comitato Italiano Gas nel corso degli Smart Grid Days in corso a Jesi (7-8 ottobre), evento promosso da Automa. Per sbloccare la situazione, forse dovrà intervenire il CEN (Comitato Europeo di Normazione).

Il punto sui tre step del regolamento sulle emissioni di metano:
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Quantificazione: si trova a uno stadio avanzato.
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Leak detection and repair surveys (LDAR): qui non sono comprese le stazioni di rifornimento CNG e LNG, la produzione di biometano, né la liquefazione e il trasporto di LNG. «In questo progetto di norma c’è un allegato che tratta il tema di quello che sarà l’atto delegato — spiega Fiameni —. Penso che si andrà avanti e si valuterà successivamente se apportare modifiche».
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Infrastrutture: in questo ambito è uscito il 6 luglio il documento CEN/TC 234/WG 14. «Andava commentato tra agosto e settembre — ricorda Fiameni —. Sarà la prima volta che ci saranno documenti di evidenza pubblica a supporto delle attività del regolamento. Dovranno essere disponibili a breve a livello pubblico», assicura.
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