L’IA esce dallo schermo e conquista il mondo fisico

Report McKinsey: la spinta dell'IA agentica e il salto nel mondo materiale

L’IA non si limita più a rispondere a quesiti su uno schermo, ma progetta molecole, gestisce fabbriche automatizzate e guida veicoli autonomi. Le reti elettriche, i microchip di nuova concezione, la robotica di ultima generazione e l’esplorazione spaziale sono diventati il nuovo campo di battaglia della competitività industriale. È il Technology Trends Outlook, pubblicato da McKinsey & Company, a tracciare una linea di demarcazione netta per l’anno 2026: la rivoluzione digitale ha superato i confini del software immateriale per radicarsi nella materia fisica.

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Foto di Steve A Johnson su Unsplash.

L’analisi esamina quattordici direttrici tecnologiche fondamentali, suddivise in tre macro-aree: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, le frontiere di calcolo e connettività, e l’ingegneria d’avanguardia. Il quadro che ne emerge mostra come il successo economico non dipenda più unicamente dalla capacità di sviluppare algoritmi avanzati, bensì dalla disponibilità delle infrastrutture hardware e dalle competenze umane necessarie per scaricare a terra queste innovazioni.

La spinta dell’IA agentica e il salto nel mondo materiale

Il cambio di paradigma più evidente risiede nel passaggio dai sistemi di IA assistenziale a modelli dotati di autonomia operativa. L’IA agentica, e lo sviluppo software agentico, rappresentano le manifestazioni più dinamiche di questa trasformazione. Gli ingegneri del software non scrivono più singole righe di codice, ma assumono il ruolo di supervisori di flotte di agenti autonomi capaci di pianificare, programmare, testare e distribuire applicazioni in autonomia.

Questo salto tecnologico sta trasferendo la logica dell’autonomia nel mondo reale attraverso la cosiddetta IA fisica. Fabbricate senza presenza umana, sistemi logistici completamente automatizzati e dispositivi ad alta percezione visiva e spaziale stanno abbandonando le fasi di sperimentazione per entrare a regime nei settori manifatturiero e logistico. Ciononostante, McKinsey rileva che solo il 37% delle aziende dichiara un impatto positivo sui propri margini operativi attribuibile all’adozione dell’intelligenza artificiale, evidenziando come l’integrazione con i sistemi aziendali preesistenti rimanga un ostacolo complesso.

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I colli di bottiglia: il dilemma dell’energia e la catena di fornitura

La crescita esponenziale del calcolo necessario per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli si scontra frontalmente con i limiti delle infrastrutture fisiche. Entro il 2030, la spesa globale per la costruzione dei data center potrebbe raggiungere i 6.195 miliardi di euro. Soltanto negli Stati Uniti, la domanda di energia elettrica destinata alle infrastrutture di IA passerà da circa 30 gigawatt a oltre 90 gigawatt entro la fine del decennio, una quantità pari al consumo attuale dell’intera California.

La saturazione delle reti elettriche e i tempi di attesa per i componenti critici sono diventati fattori vincolanti. In diversi mercati, l’approvvigionamento di trasformatori elettrici richiede tempi di consegna superiori a due anni, mentre oltre 2.500 gigawatt di progetti di energia rinnovabile risultano bloccati nelle graduatorie di allaccio alle reti. Parallelamente, le catene di fornitura dell’hardware ad alte prestazioni soffrono di forti concentrazioni geografiche e tecnologiche: l’azienda olandese Asml rimane l’unico produttore mondiale di macchine per la litografia ad ultravioletti estremi, essenziali per la realizzazione dei chip a tre nanometri.

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Cybersecurity e la compressione dei tempi di difesa

L’accelerazione garantita dall’intelligenza artificiale ha ridotto drasticamente la finestra temporale a disposizione delle aziende per neutralizzare le minacce informatiche. Oltre tre quarti delle vulnerabilità informatiche rilevate vengono classificate come zero-day, indicando che gli strumenti di attacco automatizzati sono in grado di sfruttare le falle prima ancora che vengano rese note. Se da un lato l’IA aiuta le squadre di sicurezza a individuare e correggere i difetti del codice, dall’altro consente agli attaccanti di scoprire ed esplorare i punti deboli delle reti a velocità di calcolo impensabili in passato.

Questo scenario ha reso prioritaria la gestione delle identità non umane. Con la diffusione degli agenti autonomi in grado di operare direttamente sui database aziendali, le chiavi applicative, i token di accesso e gli account di servizio superano di gran lunga il numero delle identità umane, imponendo l’adozione di nuovi moduli di governance e sicurezza multilivello.

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Finanza e mercati del lavoro: la mappa degli investimenti

I flussi finanziari registrati nella prima metà del 2026 confermano un’elevata fiducia degli investitori nei settori ad alta tecnologia. In termini di volumi finanziari destinati allo sviluppo, il settore delle infrastrutture di IA e architetture domina il panorama con un capitale di 680,5 miliardi di euro per il 2026, rappresentando un incremento di 5,3 volte rispetto all’anno precedente.

Lo sviluppo di software agentico registra una crescita straordinaria, raggiungendo 108,8 miliardi di euro con un moltiplicatore di 12,1 volte. Parallelamente, la robotica attira 44,2 miliardi di euro, crescendo di 12,8 volte rispetto al 2025. Infine, i settori dedicati all’IA per la ricerca scientifica ed ingegneria e alle tecnologie spaziali assorbono rispettivamente 22,1 miliardi di euro (incremento di 1,6 volte) e 15,9 miliardi di euro (incremento di 3,2 volte).

Dall’analisi delle offerte di lavoro emerge inoltre un’evidente spaccatura nel mercato del lavoro aziendale. Nelle tecnologie legate all’IA e ai semiconduttori specialistici, oltre il 75% dei posti cercati riguarda ruoli di ricerca e sviluppo. Al contrario, in ambiti più maturi come le scienze della vita, la connettività avanzata, la mobilità e la cybersecurity, oltre la metà degli annunci è destinata a ruoli operativi, amministrativi e commerciali, a dimostrazione del fatto che tali tecnologie hanno già superato la fase puramente sperimentale per entrare nella fase di scalabilità aziendale.

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