I progetti di ampliamento di venti tra i più grandi scali d’Europa mettono a rischio i target climatici del continente. È quanto denuncia un nuovo studio di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti, secondo cui le nuove infrastrutture faranno schizzare le emissioni ben oltre i limiti di sostenibilità.
L’analisi punta il dito contro i piani di sviluppo in corso in dieci Paesi (Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera). Se i volumi di traffico continueranno a crescere grazie a nuove piste e terminal, ciascuno di questi scali esaurirà da due a tre volte il proprio “carbon budget” compatibile con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,7 °C.
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I dati mostrano un quadro allarmante per la tempistica: il settore aereo europeo consumerà interamente quest’anno il budget di emissioni residue per la soglia di 1,5 °C, e brucerà quello per l’obiettivo di 1,7 °C entro il 2033.
Il Mito dei SAF e l’Allarme Portogallo e Spagna
Nonostante le promesse delle compagnie aeree e dei gestori aeroportuali – che puntano su carburanti sostenibili (SAF) e aeromobili di nuova generazione per azzerare l’impatto della crescita – T&E dimostra che l’aumento dei volumi cancellerà qualsiasi beneficio tecnologico.
«L’aumento del traffico aereo dovuto a nuove piste e terminal annullerà qualsiasi beneficio derivante da carburanti più puliti o motori più efficienti,» spiega Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E. «I governi si trovano di fronte a una scelta netta: aggravare la crisi climatica approvandone l’espansione, o fermarle subito.»
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Il caso Portogallo: Gli scali di Lisbona e Porto registrano gli sforamenti peggiori in Europa (fino a 2,8 volte il budget consentito). Le sole emissioni aggiuntive del nuovo aeroporto di Lisbona equivalgono a un intero semestre di emissioni dell’intera economia portoghese.
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La situazione in Spagna: Il Paese cresce nei cieli più rapidamente di qualsiasi altro grande Stato UE, pur pianificando l’ampliamento di 12 aeroporti chiave (tra cui Madrid, Barcellona, Malaga e Palma). La sola espansione di Madrid libererà 23 milioni di tonnellate di CO2 in 25 anni.
Le Tre Azioni per Fermare l’Impatto
Oltre al rischio di violare gli obblighi climatici internazionali – costringendo altri settori, come agricoltura e industria, a sobbarcarsi tagli supplementari – l’espansione beneficia di anacronistiche esenzioni fiscali, come l’assenza di tassazione sul kerosene e l’IVA non applicata sui biglietti.
Per invertire la rotta, T&E raccomanda ai governi nazionali tre interventi urgenti:
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Bloccare i progetti di ampliamento che superano i carbon budget, introducendo limiti climatici vincolanti per ogni singolo scalo (sull’esempio di quanto fatto dai Paesi Bassi).
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Rimuovere le agevolazioni fiscali, tassando il carburante per aerei, applicando l’IVA sui voli e inserendo tutti i collegamenti internazionali nel sistema ETS.
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Reindirizzare i fondi pubblici, sottraendoli alle grandi opere aeroportuali per investirli in alternative di mobilità pulita.
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