Verso il Quadro Strategico ARERA 2026-2029: il confronto tra rinnovabili, accumuli, biomasse e settore del gas

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha avviato la fase di consultazione sul Quadro Strategico 2026-2029, chiamato a definire le regole del mercato energetico per il prossimo quadriennio. Nel corso delle audizioni tenutesi il 10 e 11 settembre 2026, si sono delineati diversi orientamenti per la gestione della transizione: la necessità di accelerare l’integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo tramite la flessibilità di rete, il riconoscimento del valore sistemico delle rinnovabili programmabili come le biomasse solide e la tutela del ruolo delle infrastrutture del gas quale presidio di sicurezza e competitività.

Rinnovabili, storage e reti: la visione del settore solare

ITALIA SOLARE e Alleanza per il Fotovoltaico hanno espresso un giudizio complessivamente positivo sull’impostazione generale del documento dell’Autorità, pur richiamando l’esigenza di tempi certi, coordinamento istituzionale e stabilità normativa per sbloccare gli investimenti.

Nel suo intervento, Luciano Barra, responsabile legislativo di ITALIA SOLARE, ha evidenziato come lo sviluppo delle reti infrastrutturali e quello delle risorse distribuite debbano essere considerati elementi tra loro complementari:

“Nei prossimi anni sarà necessario guidare e stimolare la transizione verso un sistema fondato sulla gestione intelligente delle risorse distribuite, nel quale produzione, accumuli, reti e consumatori concorrano in modo coordinato alla sicurezza e all’efficienza del sistema.”

Le priorità strategiche sollevate dagli operatori del comparto fotovoltaico riguardano in particolare:

  • Integrazione tra fotovoltaico e accumuli: sia ITALIA SOLARE sia l’Alleanza per il Fotovoltaico (per la quale è intervenuto il portavoce Paolo Tusa) richiedono la piena valorizzazione delle batterie per gestire la volatilità dei prezzi e ridurre le congestioni di rete. Viene ribadita la necessità di evitare la doppia tassazione degli oneri di rete sull’energia stoccata e poi reimmessa, chiedendo un quadro integrato tra strumenti quali Capacity Market e MACSE.

  • Riforma delle connessioni e capacità di rete: viene valutato positivamente il contrasto alla cosiddetta “saturazione virtuale” (l’accantonamento di capacità per progetti non realizzati) previsto dall’articolo 7 del D.L. 21/2026. L’Alleanza per il Fotovoltaico ha tuttavia richiesto di salvaguardare gli investimenti già sostenuti per i progetti in fase avanzata di autorizzazione.

  • Prezzo zonale e superamento del PUN: entrambe le associazioni sostengono il passaggio dal Prezzo Unico Nazionale al prezzo zonale anche per i consumatori, ritenuto un segnale d’interesse economico per localizzare la domanda flessibile e sostenere la redditività degli impianti, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.

  • Asta FER X e contratti: per il meccanismo FER X, ITALIA SOLARE ha invitato l’Autorità a definire prezzi di aggiudicazione adeguati per la fascia fino a 1 MW, sottolineando come l’investimento in fotovoltaico risulti economicamente competitivo rispetto ai costi di generazione da fonti fossili.

Biomasse solide: le richieste EBS per valorizzare le rinnovabili programmabili

L’Associazione Energia da Biomasse Solide (EBS) è intervenuta portando all’attenzione dell’Autorità le osservazioni dei produttori industriali (DCO 244/2026/A). La richiesta di fondo riguarda il superamento del solo criterio del costo unitario dell’energia: il quadro regolatorio deve riconoscere il diverso contributo che ciascuna tecnologia offre alla sicurezza, all’adeguatezza e alla resilienza del sistema.

EBS chiede un riconoscimento espresso del valore sistemico delle bioenergie da biomasse solide — fonte programmabile che opera indipendentemente dalle condizioni meteo — affiancandole all’idroelettrico. L’associazione ne evidenzia il forte radicamento territoriale e le esternalità positive, quali la manutenzione del patrimonio boschivo, la prevenzione degli incendi, la valorizzazione dei residui e il presidio socio-economico delle aree rurali.

I punti chiave presentati da EBS includono:

  • Servizi di rete e mercati delle capacità: gli impianti a biomassa forniscono già regolazione, inerzia e supporto alla tensione in nodi periferici o fragili (come in Sardegna). EBS chiede che la revisione del mercato della capacità e le regole su stoccaggi e flessibilità tutelino la capacità programmabile esistente senza creare asimmetrie, fornendo segnali economici accessibili.

  • Prezzi minimi garantiti (Art. 5 D.L. 21/2026): apprezzando le segnalazioni di ARERA a Governo e Parlamento, EBS evidenzia quattro necessità: riduzione delle ore equivalenti solo ove necessario per i tendenziali di spesa, una soglia minima a copertura dei costi di esercizio, il riporto tra semestri delle risorse non utilizzate e parametri di costo aggiornati alle dinamiche reali della materia prima legnosa e della logistica.

  • Economia circolare e coordinamento normativo: si sollecita l’integrazione tra regolazione ambientale ed energetica per il recupero dei residui secondo il principio dell’uso a cascata.

  • Tavoli di lavoro dedicati: EBS propone la nascita di un tavolo tematico sulle rinnovabili programmabili nell’ambito dell’Osservatorio della Regolazione e l’avvio di una valutazione strutturale con MASE, Terna e GSE in vista della scadenza degli incentivi per gran parte del parco impianti.

Il presidente di EBS, Andrea Bigai, ha ribadito:

“Il sistema elettrico cerca capacità programmabile per garantire l’adeguatezza, ma non può rischiare di perdere, per effetto di condizioni economiche e regolatorie inadeguate, quella rinnovabile già esistente. Gli impianti che rendono un servizio al sistema devono poterlo far valere sul mercato. Chiediamo che la regolazione riconosca programmabilità, disponibilità, localizzazione e resilienza.”

Il ruolo del gas naturale e dei vettori sostenibili

Sul fronte delle risorse tradizionali e della continuità forniture, Proxigas ha presentato la propria memoria attraverso l’intervento del presidente Pier Lorenzo Dell’Orco, che ha richiamato l’attenzione sulla centralità del gas naturale nel bilancio energetico nazionale e industriale.

I dati esposti da Proxigas evidenziano che, dopo il calo del biennio 2022-2023, la domanda di gas in Italia è tornata a crescere (+2,1% nel 2025 e +1% nei primi sette mesi del 2026), trainata in particolare dalla generazione termoelettrica (+18% nel solo mese di luglio 2026) e dal settore residenziale, dove il gas copre il 70% del fabbisogno per il riscaldamento.

“Su circa 16 milioni di abitazioni in classi energetiche F–G, l’installazione di pompe di calore è tecnicamente realizzabile in meno di 6 milioni di unità e, considerando i vincoli economici, in meno di 2 milioni”, ha spiegato Dell’Orco, evidenziando inoltre i costi dell’elettrificazione e l’impatto stimato del nuovo sistema ETS2 (calcolato in circa 160 euro all’anno per famiglia nell’ipotesi di un valore di 60 euro per tonnellata di CO2).

Per Proxigas, la transizione energetica deve fare leva sulla conversione delle infrastrutture gas esistenti verso vettori a basse emissioni, tra cui biometano, idrogeno, gas low-carbon e sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS-CCUS). Tra le priorità segnalate figurano il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti, l’incremento della liquidità dei mercati all’ingrosso, la semplificazione della regolazione delle tariffe di rete (ROSS) e la tutela dei clienti finali nel mercato retail.

Punti d’incontro e prospettive della regolazione

Le audizioni evidenziano la convergenza dei diversi attori di mercato sull’esigenza di una pianificazione coordinata tra le istituzioni coinvolte — tra cui ARERA, MASE, GSE, Terna e gli enti locali — per evitare la sovrapposizione burocratica. La definizione delle regole attuative per il periodo 2026-2029 sarà determinante per coniugare l’immissioni di nuova capacità rinnovabile e l’evoluzione dei servizi di flessibilità con la tenuta delle reti, la valorizzazione della capacità programmabile nazionale e la sicurezza complessiva degli approvvigionamenti.

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