Automotive, dal Mimit maxi dotazione di 300 milioni

Via ai mini contratti di sviluppo per la transizione ecologica: quota maggioritaria delle risorse alle Pmie ai poli produttivi del Mezzogiorno

Un’iniezione di capitale pari a 300 milioni di euro arriva a sostegno delle imprese della filiera automotive italiana. Il decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, introduce lo strumento dei mini contratti di sviluppo per accelerare la transizione ecologica del comparto. Il provvedimento attua quanto stabilito per il rifinanziamento del Fondo Automotive. Obiettivo: promuovere lo sviluppo di tecnologie avanzate nei settori della mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. In piena armonia con i target ambientali europei sulla riduzione delle emissioni.

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Immagine tratta dal sito del Mimit.

“Con questo provvedimento diamo a tutte le imprese della filiera uno strumento mirato per continuare a investire nelle tecnologie e nella transizione, accompagnando così il settore in questa fase di trasformazione industriale per rispondere alle esigenze del mercato e tutelare un settore chiave del Made in Italy” dichiara nella nota stampa il ministro Urso.

Ambiti di intervento e attenzione al capitale umano

I programmi finanziabili attraverso questa misura dovranno concentrarsi sulla ricerca, l’ingegnerizzazione, il collaudo e la produzione di veicoli innovativi, soluzioni di mobilità e propulsori a basse emissioni.

Ampio spazio viene riservato alla realizzazione di componenti tecnologici avanzati e alla riconversione industriale orientata ad attività ad alta intensità di ricerca e sviluppo.

Oltre agli investimenti strettamente produttivi, i piani aziendali potranno includere progetti di sviluppo sperimentale e percorsi di formazione professionale per i lavoratori, nel limite massimo del 10% della spesa complessiva.

Criteri di riserva e incentivi alle eccellenze aziendali

La ripartizione delle risorse privilegia le realtà produttive di minori dimensioni e il Sud Italia. Il 60% dei fondi è destinato alle piccole e medie imprese, con un quarto di questa quota riservato esclusivamente alle micro e piccole strutture.

Il 40% della dote finanziaria andrà a sostenere progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno, comprendendo Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Vengono inoltre previste due corsie riservate, pari ciascuna al 10% della riserva, per le aziende che vantano il rating di legalità e la certificazione della parità di genere.

Automotive verde, modalità di accesso ed erogazione dei contributi

L’agevolazione statale verrà erogata attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, arrivando a coprire fino al 65% dei costi ammissibili. Le imprese avranno la possibilità di presentare progetti in forma associata, fino a un massimo di cinque partner per iniziativa.

L’iter di valutazione seguirà rigorosamente l’ordine cronologico di arrivo delle istanze e si articolerà in due fasi istruttorie, con l’approvazione finale prevista entro centoventi giorni dalla domanda. I dettagli operativi e i termini per la presentazione dei progetti saranno definiti a breve tramite un apposito decreto direttoriale.

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