Povertà energetica colpisce oltre il 60% dei giovani in Europa

L'Italia sopra la media continentale: i risultati della Yec Survey condotta da Eyen

La povertà energetica non è solo un problema marginale o circoscritto a fasce d’età avanzate, ma rappresenta una vera e propria emergenza sociale per le nuove generazioni in Europa. L’evidenza principale che emerge a livello europeo dalla recente Yec Survey, un’approfondita indagine condotta dall’European Youth Energy Network (Eyen) su un campione di ben 4.727 giovani rispondenti residenti in nove Paesi del continente, è che il 63,8% dei partecipanti soffre il peso dei costi energetici. Di questa robusta percentuale, il 17,7% afferma addirittura di trovarsi in una condizione di grave sofferenza, definendosi fortemente colpito dal fenomeno. I dati delineano un quadro di diffusa vulnerabilità economica in cui la capacità di riscaldare adeguatamente la propria abitazione o di far fronte alle bollette di luce e gas incide pesantemente sulla quotidianità di quasi due terzi della popolazione giovanile europea interpellata.

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Nuova generazione soffre il peso dei costi energetici

Focalizzando l’attenzione sull’Italia, l’evidenza principale mostra una situazione ancora più critica rispetto al dato aggregato europeo. Nel nostro Paese, su un campione specifico di 521 intervistati, la percentuale di giovani che dichiarano di essere colpiti da povertà energetica sale al 65,5%, superando di quasi due punti percentuali la media continentale. Analizzando la composizione di questo dato, emerge che il 14,8% dei giovani residenti in Italia si ritiene fortemente colpito dalla problematica, mentre la stragrande maggioranza, pari al 50,7%, riferisce di risentirne parzialmente.

Solo il 34,5% degli intervistati italiani dichiara di non ritenersi affetto da questa condizione, a fronte di una media generale in cui circa il 36,2% dei giovani europei esprime la medesima tranquillità. Tali dati confermano che per le nuove generazioni nel territorio italiano il peso delle spese energetiche rappresenta un ostacolo quotidiano molto diffuso.

Povertà energetica: il campione complessivo e quello italiano

Il profilo dei rispondenti offre una chiave di lettura importante per comprendere la natura della ricerca. A livello europeo, l’indagine ha raccolto le adesioni di una platea in cui la distribuzione per fasce d’età mostra una partecipazione molto equilibrata: il gruppo più numeroso è rappresentato dalla fascia tra i 30 e i 35 anni, seguito a ruota dai giovani tra i 24 e i 29 anni e, infine, dalla fascia d’età più giovane tra i 18 e i 23 anni.

Dal punto di vista occupazionale, la maggior parte dei partecipanti su scala europea possiede un impiego a tempo pieno, seguiti in ordine decrescente da studenti non occupati, disoccupati in cerca di lavoro, lavoratori part-time, studenti lavoratori o tirocinanti, disoccupati che non cercano occupazione, liberi professionisti, lavoratori autonomi e persone impossibilitate a lavorare per motivi di salute.

In Italia, il campione di 521 rispondenti ricalca quasi fedelmente questa struttura demografica e occupazionale, garantendo un’ottima base di comparazione. Anche nel contesto nazionale la maggioranza dei partecipanti si colloca nella fascia d’età tra i 30 e i 35 anni, seguita da quella tra i 24 e i 29 anni, mentre i più giovani tra i 18 e i 23 anni costituiscono la fetta minore del campione.

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Sotto il profilo lavorativo, la quota principale è rappresentata da occupati a tempo pieno, seguiti da studenti non lavoratori e da un numero consistente di disoccupati in cerca di impiego. Questa forte presenza di giovani già inseriti nel mondo del lavoro o in procinto di farlo evidenzia come la povertà energetica non risparmi nemmeno coloro che dispongono di un reddito o che si stanno attivamente attivando per costruirsi un futuro.

Mappa della vulnerabilità: l’Italia a confronto con gli altri Paesi europei

La percezione della povertà energetica varia sensibilmente a seconda dell’area geografica considerata, posizionando l’Italia in una fascia medio-alta della classifica dei Paesi più in difficoltà. La Grecia detiene il primato negativo dell’indagine, con una percentuale di giovani colpiti che sfiora l’80% e dove la quota di chi soffre gravemente il problema è di gran lunga la più elevata del gruppo. Anche Paesi come l’Irlanda, il Belgio e l’Estonia mostrano livelli di vulnerabilità complessiva molto alti, con percentuali di giovani colpiti che si attestano rispettivamente intorno al 60%, al 64% e al 63%.

L’Italia, con il suo 65,5% totale di giovani in difficoltà, si colloca subito dietro l’Irlanda e sopra nazioni come il Portogallo, dove la povertà energetica interessa circa il 60% dei rispondenti. Paesi storicamente solidi come la Danimarca e la Germania presentano comunque dati preoccupanti, con circa il 58% dei giovani che risente del problema. In fondo a questa speciale graduatoria si trova la Polonia, che registra la percentuale più contenuta di risposte positive, pur mantenendosi sopra la soglia del 54%.

Il confronto mette in luce come l’Italia debba affrontare una sfida complessa, caratterizzata da una percentuale eccezionalmente alta di giovani che avvertono un disagio moderato ma costante, un segnale chiaro della necessità di interventi strutturali e di politiche di sostegno mirate a supportare l’autonomia abitativa delle nuove generazioni.

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