L’Europa sembra non avere imparato la lezione. Dopo la crisi energetica pre Covid-19, la stessa pandemia e ora la stretta data dalla guerra in corso tra Iran e Israele che con gli Usa contribuiscono a una instabilità politica per tutti e un genocidio umanitario mirato, per ora solo ad alcune sfortunati vicini di casa. Chissà quando si estenderà ad altre nazioni… In questo scenario la transizione energetica è necessaria per assicurare una stabilità e una indipendenza economica, sociale e politica. In uno scenario in cui dipendiamo costantemente da altri paesi meno stabili e meno democratici di noi. Di questo si discute nel corso del Forum Energia del Lazio 2026, promosso da Legambiente Lazio, oggi 27 maggio a Roma nello spazio Europa dedicato a David Sassoli.
“L’obiettivo non è il 2030 ma la decarbonizzazione” ribadisce sottolineando l’impatto di questo scenario Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente nazionale Sottolineando come il tema sia “La politica energetica e di come si costruisce il prezzo dell’energia”.

“Ancora paghiamo il costo della bolletta energetica basandoci sul costo del gas. La differenza energetica tra Italia e Spagna è che in Spagna sono cresciti di 34TWh nella produzione da energie rinnovabili, mentre noi di 7 TWh. Non è accettabile che Arera e il Governo rallentino questo passaggio”. Importante “cambiare il linguaggio” non considerare un “sacrificio” un impianto eolico piuttosto che ragionare in “sacrificio” di pagare troppo una bolletta e “vantaggio” l’avere un impianto di energia rinnovabile che contribuisce ad abbattere i costi.
Temi quelli legati all’approvvigionamento e reale transizione reale ecologica su cui presto ci saranno proposte sui tavoli europei come assicura Annalisa Corrado, Europarlamentare PD in linea con quanto discusso stamattina.
Le rinnovabili nel Lazio
Oggi è stata occasione anche per presentare i dati sulle fonti energetiche rinnovabili nel Lazio. Il report a cura di Legambiente Lazio si basa sulle pubblicazioni statistiche di TERNA, ente del Sistema Statistico Nazionale (Sistan), incaricato di elaborare le statistiche del settore elettrico.
“Al primo posto per consumo troviamo le attività industriali connesse ad acqua, reti fognarie rifiuti e risanamento, che nel 202 4 hanno consumato nel Lazio 901 GWh, seguite da attività farmaceutiche (4 61 GWh), produzione cartaria (410 GWh) e alimentar e (404 GWh). Per quanto riguarda il settore dei servizi, le attività che hanno provocato maggiore dispendio di energia elettrica sono legate al trasporto e al magazzinaggio (1. 933 GWh), al commercio (1.925 GWh) e ad alberghi, ristoranti e bar (1. 210 GWh).” chiarisce il report. Nel complesso “Sebbene il Lazio si difenda bene nel Centro, a livello nazionale sconta il forte sbilanciamento verso il Nord Italia. L’intera area del Centro pesa per poco meno del 12% sul totale nazionale, e il Lazio da solo rappresenta appena il 3,2% delle configurazioni italiane (66 su 2.054)”. Nel complesso “Sebbene il Lazio si difenda bene nel Centro, a livello nazionale sconta il forte sbilanciamento verso il Nord Italia. L’intera area del Centro pesa per poco meno del 12% sul totale nazionale, e il Lazio da solo rappresenta appena il 3,2% delle configurazioni italiane (66 su 2.054)”.

L’analisi evidenzia come rispetto alla produzione energetica tradizionale, nel 2024 si assiste a un cambiamento delle dinamiche di approvvigionamento : l’energia elettrica prodotta da fonti solide subisce una diminuzione di oltre il 90%, mentre torna a crescere l’utilizzo di Gas Naturale (+78,7%).
Il report mostra come nella Capitale mostra i valori più alti di produzione di energia da fonte idrica. Frosinone ottiene i valori più alti di produzione di Bioenergia. Mentre Viterbo risulta prima sia nel campo dell’Eolico che del Fotovoltaico.
Il Lazio intanto vanta un +44,5% di istallazioni fotovoltaiche, mentre come capacità di produzione regionale si passa da una potenza nominale di energia da Fotovoltaico di 2.026 MW nel 2023 a 3.295 MW del 2024, segnando un +62,7%. Di fatto si tratta dell’83,2% della capacità energetica rinnovabile del Lazio. Si potrebbe fare di più come sottolinea Emanuele Michelangeli, presidente Commissione Fotovoltaico, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma. Sopratutto la critica va a Coldiretti che non favorisce ed ostacola l’agrivoltaico.
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Nel 2025 il numero dei nuovi progetti sottoposti a VIA è crollato del 75 “sintomo di uno scoraggiamento per le barriere burocratiche oltre che per l’incertezza sull’individuazione delle aree idonee dei mesi passati. Nel Lazio 178 impianti sono a maggio 2026 in attesa di valutazione di impatto ambientale” sottolineano i dati nel report.
Le azioni di Roma Capitale
“A Roma sta crescendo il fotovoltaico siamo a 400MW istallati. Potremmo arrivare a 2GW. Il che vuol dire circa il 60% di produzione da fotovoltaico” sottolinea nel suo intervento Edoardo Zanchini, ufficio Clima Roma Capitale. “Il Comune sta agendo sulla rete. Abbiamo stipulato un protocollo con Areti per accelerare l’integrazione con le rinnovabili. Stiamo lavorando anche sul tema degli appalti verdi e del regolamento edilizio. In questo caso per ogni tema ambientale è stato stabilito un requisito minimo alzando l’asticella dei requisiti per tutti. In più abbiamo lavorato sugli incentivi che danno un diritto di aumento del 5% di cubatura e uno sconto sugli oneri. Ad esempio in tutti i grandi parcheggi ci sarà obbligo di inserire fotovoltaico. Incentivi rilevanti su edifici energy positive ad esempio utilizzando la geotermia a basa entalpia. Abbiamo previsto anche requisiti minimi di riflettanza solare dei materiali”.
Guardando a una prospettiva post Pnrr diventa strategico per la Capitale “capire come dare continuità in questa prospettiva a Roma” Zanchini anticipa come stiano coinvolgendo stakeholders guardando anche al tema degli appalti in ottica di conto termico.
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