Agrivoltaico, il nuovo volto del fotovoltaico italiano

La Giornata organizzata da Anie Rinnovabili a Roma fa emergere il nuovo paradigma energetico italiano: l’80% delle installazioni coinvolge ormai il settore agricolo. Resta il nodo delle autorizzazioni e l'ipotesi arbitrato

Negli ultimi quattro anni l’80% delle richieste di nuovi impianti di fotovoltaico hanno riguardato l’agrivoltaico. “Quando si parla di fotovoltaico in Italia stiamo parlando di agrivoltaico” afferma Tommaso Barberbetti, founder Elemens nel corso della Giornata dell’Agrivoltaico, promossa da ANIE Rinnovabili a Roma il 22 gennaio.

Diversi gli aspetti affrontati. In primis emerge con forza la presenza di una definizione dell’agrivoltaico che dipana alcune nubi rispetto l’esigenza o meno di una altezza standard, no spiega Cristina Martorana, partner Legance, e una sinergia sempre maggiore con la produzione agricola e le regioni.

Di cui ricorda Alessandra Pesce dirigente di ricerca al Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria è importante anche conoscere le maggiori incidenze di costo: granivori e ortofrutticoli.

costi energia e agricoli dati Crea
costi energia e agricoli dati Crea

Come dire conoscere le esigenze del proprio target per offrire la migliore soluzione.

Strategie vincenti per la diffusione dell’agrivoltaico

Emblematico il caso della Regione Campania che tra le prime ad essersi molto strutturata in merito ha dato regole chiare, ma anche soluzioni definite nel rapporto tra energia e comparto agricolo. La Regione ha anche messo a punto un approccio per contrastare il fenomeno del Nimby e valorizzando l’aspetto collegato alla opportunità legata ai posti di lavoro che l’agrivoltaico garantirebbe. Stando ai dati Coldiretti del 2024 citati da Simona Brancaccio, dirigente Ufficio Speciale Valutazioni ambientali Regione Campania: “ogni 10 MW agrivoltaico installato crea fino a 50 posti di lavoro”.

Le proposte tecnologiche e attuative

Interessante anche lo studio tecnologico da pannelli in grado di ruotare anche a 360° così da rigirarsi su sè stessi in caso di mal tempo e proteggersi a studi legati alla distanza tra i filari in rapporto alla grandezza dei pannelli come ha presentato Antonio Timidei direttore R&D di KSI.

nella gestione del rapporto tra agricoltore e produttore energetico importante la gestione dei conflitti e delle competenze reciproche come sottolinea Daniele Lucchi co-managing director e head of project development Italy Neoen Renewables Italia.

I dubbi del comparto

Nonostante ciò il quadro non è solo rose. Come ricorda Alessandro Marangoni ceo Althesys Strategic Consultant, restano dei dubbi sul quadro regolatorio-autorizzativo, per questo le policy di sostegno e i modelli di business, “possono rappresentare ancora profili di incertezza che ne possono limitare lo sviluppo futuro”. Rimangono aperte le questioni legate alla “continuità agricola” su cui però la Pesce ha le idee chiare “ci sono le linee guida europee sulla Pac” su questo Marangoni a margine della mattinata ricorda come “serve l’asseverazione di un tecnico”.

Mentre per migliorare il rapporto tra agricoltura e impresa energetica suggerisce:  “L’istituzione di un fondo ministeriale basato sull’energia rinnovabile prodotta e venduta potrebbe diventare un mezzo di ripartenza per il settore agricolo italiano, a cui potranno accedere tutti gli impianti agrivoltaici, realizzati con qualunque modalita’ prevista dalle linee guida ministeriali del giugno 2022” propone Ilaria D’Amico, responsabile affari istituzionali, normativi e regolatori, InfraLab Srl

Intanto Massimiliano Atelli già Presidente Commissioni VIA-VAS e PNRR-PNIEC pone l’attenzione sulle pendenze sempre maggiori degli impianti in attesa di approvazione. Ponendo l’accento sul fatto che stando agli ultimi dati il trend della messa in esercizio di impianti sia in diminuzione, mentre resta aperta la gestione del pendente che sarà il maggiori lavoro del prossimo futuro. Su questo Atelli ricorda come ci sia uno strumento non utilizzato dal comparto ma previsto in Europa che è quello dell’arbitrato. Uno strumento la cui valenza di accelerazione di queste pratiche ad  oggi non è stato capito e applicato nella sua portata. Insomma c’è da fare ma il mercato e le aste come ha sottolineato Barbetti stando dando spazio all’agrivoltaico.

 


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.