Comunità energetiche rinnovabili: il GSE apre al dialogo con i territori e accelera sulla transizione

Incontro a Roma tra l'Amministratore Delegato Vinicio Mosè Vigilante e il Coordinamento CERS Roma e Lazio. Sul tavolo: semplificazione burocratica, nodi del PNRR e il superamento dei target di potenza.

Il percorso verso la transizione energetica in Italia passa inevitabilmente dal dialogo con i territori e dalla risoluzione delle complessità burocratiche. È questo il segnale forte emerso dall’incontro ufficiale tra il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e una delegazione del Coordinamento Cers Roma e Lazio.

L’incontro, nato a seguito di una campagna social promossa dall’associazione per sollecitare un confronto diretto, ha visto la partecipazione dell’amministratore delegato del GSE, Vinicio Mosè Vigilante, affiancato dai dirigenti responsabili delle configurazioni energetiche e degli incentivi.

I nodi sul tavolo: burocrazia, portale e fondi PNRR

I rappresentanti del Coordinamento Cers hanno esposto una serie di criticità operative che rischiano di rallentare lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio. Tra i temi più caldi presentati al Gestore:

  • La gestione delle modifiche ai progetti in corsa;

  • I tempi di sviluppo e le funzionalità del portale dedicato;

  • L’interoperabilità dei dati e i meccanismi di distribuzione degli incentivi;

  • Le procedure di rendicontazione legate ai fondi PNRR.

Per superare questi ostacoli, l’associazione ha avanzato la proposta di istituire un tavolo tecnico permanente che veda la cooperazione tra le associazioni di categoria, il GSE e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Una richiesta che ha trovato la piena apertura del Gestore, pronto a strutturare canali di interlocuzione stabili.

“Le Comunità energetiche rinnovabili sono una misura operativa e concreta. I numeri confermano il forte interesse del Paese.” — Vinicio Mosè Vigilante, AD del GSE

I numeri del supporto: 12.000 decreti già pubblicati

Il GSE ha rivendicato l’intenso lavoro di affiancamento svolto negli ultimi due anni a supporto di cittadini, imprese ed enti locali, sintetizzabile in un bilancio di oltre 40 mila richieste gestite, 800 sportelli informativi e decine di webinar dedicati all’autoconsumo.

Sul fronte dei finanziamenti, l’AD Vigilante ha annunciato dati significativi: il GSE ha già pubblicato 12.000 atti di concessione per sbloccare i contributi a fondo perduto del PNRR destinati ai Comuni sotto i 50 mila abitanti, mentre altri 8.000 provvedimenti sono in fase di pubblicazione.

Proroghe e traguardi: superato l’obiettivo dei 1.730 MW

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulla crescita della misura, passata dai timidi esordi del regime transitorio (che contava appena 193 configurazioni per 5 MW di potenza complessiva) a numeri di scala nazionale.

A fare la differenza sono state le recenti rimodulazioni strategiche:

  • Nuovi termini: lo sportello per i bandi PNRR è stato prorogato al 30 novembre 2025.

  • Target superato: grazie all’estensione della misura ai Comuni fino a 50 mila abitanti, l’Italia ha superato l’obiettivo iniziale di 1.730 MW di potenza richiesta.

  • Più tempo per i cantieri: il negoziato con la Commissione Europea ha permesso di far slittare la scadenza per l’entrata in esercizio degli impianti da giugno 2026 alla fine del 2027, dando più ossigeno ai cantieri territoriali.

L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso di rafforzare il coordinamento tecnico-operativo. L’obiettivo comune resta quello di rimuovere i colli di bottiglia normativi e digitali, permettendo a territori e comunità locali di diventare i veri protagonisti della transizione energetica nazionale.


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