Per una strategia integrata della risorsa idrica nel Mediterraneo

Di fronte alla frammentazione della governance idrica, L’Asse CNR-One Water tenta la carta dell’approccio integrato.

Una convergenza necessaria, quella tra rigore scientifico e l’azione ambientale. Il Protocollo d’intesa siglato ieri a Roma tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il Comitato Italiano One Water è un punto di svolta per la gestione della risorsa idrica nel bacino del Mediterraneo. E avrà durata triennale.

IMG 20260427 WA0014

Mentre il cambiamento climatico accelera i processi di desertificazione e altera gli equilibri salini, l’intesa tra il presidente del CNR Andrea Lenzi, e la presidente del Comitato One Water Maria Spena, punta a rafforzare la collaborazione tra ricerca scientifica e mondo istituzionale.

Innanzitutto, l’acqua non è vista come bene isolato e a sé stante, ma inserita al centro di un sistema complesso dove salute, ecologia e stabilità geopolitica si sovrappongono. È questo il presupposto teorico che ha portato alla firma dell’accordo.

E’ il tentativo di ‘sutura’ tra il mondo della ricerca pura e quello della gestione strategica delle risorse, in un momento in cui il bacino del Mediterraneo si conferma uno degli hotspot più vulnerabili del pianeta.

Jonaskim Faucet 3240211 1920
Contributo fotografico jonaskim-faucet_Pixabay

Un approccio integrato

E’ proprio questa vulnerabilità il motore dell’intesa, che presuppone il superamento della gestione a compartimenti stagni. Tradizionalmente, infatti, la gestione delle acque è stata divisa tra uso agricolo, industriale e civile, spesso con logiche conflittuali. Il protocollo punta invece a una visione olistica, in cui l’innovazione digitale e la tutela della biodiversità diventano strumenti di prevenzione del rischio.

È la stessa Maria Spena a chiarirne le motivazioni: “Questa alleanza, per la quale ringrazio la Presidente Spena, consentirà di mettere a disposizione di One Water competenze multidisciplinari e infrastrutture di ricerca, valorizzando anche iniziative già avviate nel Mediterraneo”.

Da parte sua, il contributo del CNR passa per le infrastrutture di ricerca già operative, come i Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center (NBFC).  “Il CNR, attraverso la propria rete di Istituti, possiede la capacità unica in Europa di affrontare in modo integrato lo studio di acqua, mare e territorio, grazie a competenze consolidate che spaziano dalla qualità delle acque alla gestione dei bacini, dal monitoraggio degli inquinanti alla climatologia”, ha dichiarato il presidente del CNR.

Il monitoraggio non è solo statistico, ma predittivo: comprendere come la variazione della qualità dell’acqua incida sugli ecosistemi acquatici permette di anticipare crisi sistemiche che potrebbero avere riflessi diretti sulla salute pubblica e sulla stabilità economica dei territori.

Roma come hub diplomatico

Il banco di prova di questa alleanza ha già una data in calendario: dal 29 settembre al 2 ottobre 2026 Roma ospiterà il Primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua.

La partecipazione di attori come l’Unione per il Mediterraneo (UfM) e l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua suggerisce una volontà precisa: posizionare l’Italia come mediatore tecnico-scientifico in un’area dove la competizione per le risorse idriche è da sempre, si sa, causa di tensioni transfrontaliere.

L’integrazione delle competenze del CNR, nell’ambito della missione Ue “Restore our Ocean and Waters by 2030” trasforma il Forum da evento celebrativo a laboratorio politico. Si tratta di un’accelerazione industriale e tecnologica che vede nel mare e nell’acqua dolce un unico “santuario” da proteggere per garantire la salute degli ecosistemi del Vecchio Continente.


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.