Il mercato elettrico italiano sta cambiando forma. La crescita delle rinnovabili, la fine del mercato tutelato, l’elettrificazione dei consumi e la crescente volatilità dei prezzi stanno ridisegnando le regole del gioco. In questo scenario, lo storage energetico non è semplicemente una tecnologia: è un nuovo modello di business.
La volatilità come opportunità
Nel vecchio paradigma energetico, la volatilità dei prezzi era un rischio da gestire. Nel nuovo paradigma, è un’opportunità.
I prezzi dell’energia nel mercato del giorno prima (MGP), gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), mostrano oscillazioni sempre più marcate. Nel 2024 si sono osservati spread infragiornalieri molto ampi, con forte compressione dei prezzi nelle ore di massima produzione fotovoltaica e rialzi significativi nelle ore serali, quando la domanda supera l’offerta rinnovabile disponibile.
Questa forbice di prezzo è destinata ad ampliarsi con l’aumento della penetrazione rinnovabile. E proprio questa forbice crea lo spazio economico per l’arbitraggio energetico tramite storage: accumulare energia quando i prezzi sono contenuti ed erogarla quando conviene.
I quattro pilastri di ricavo dello storage
Il modello di business dello storage non si basa su un singolo flusso di ricavo, ma su una combinazione di servizi che possono essere offerti simultaneamente o in sequenza.
1. Arbitraggio energetico. L’attività principale: acquisto di energia a costi contenuti e vendita a prezzi convenienti. L’efficienza di ciclo (round-trip efficiency) delle batterie attuali, intorno all’85-90%, rende questa attività economicamente sostenibile quando lo spread supera una certa soglia.
2. Servizi di bilanciamento e regolazione. Terna, in qualità di gestore della rete di trasmissione nazionale, necessita di risorse flessibili per mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta in tempo reale. Le soluzioni di accumulo come i BESS sono particolarmente adatte a questo scopo grazie alla loro rapidità di risposta, misurata in millisecondi contro i minuti delle centrali termoelettriche. I servizi ancillari più remunerativi includono: regolazione primaria di frequenza (FCR), regolazione secondaria (aFRR) e regolazione terziaria (mFRR).
3. Capacity market. Le aste del capacity market di Terna assegnano contratti pluriennali per la disponibilità di potenza. I sistemi di accumulo possono partecipare a queste aste, ottenendo ricavi fissi che garantiscono una base di redditività indipendente dalle condizioni di mercato.
4. Servizi per utenti finali. Lo storage può essere impiegato per fornire servizi di peak shaving (ovvero ridurre i picchi di consumo), ottimizzazione dell’autoconsumo e gestione energetica a clienti industriali e commerciali, attraverso contratti di servizio o modelli di energy-as-a-service.
Il quadro regolatorio italiano
Il framework regolatorio per lo storage sta evolvendo con tappe significative:
TIDE (Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico): la riforma del dispacciamento, in fase di implementazione da parte di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), è destinata ad ampliare le opportunità di partecipazione dello storage ai mercati dei servizi, con l’obiettivo di creare un level playing field tra diverse tecnologie.
Capacity market: le aste già svolte hanno assegnato diversi GW di capacità storage, con contratti fino a 15 anni, fornendo certezza di ricavo a lungo termine.
Comunità energetiche: il decreto CER, attuativo della direttiva europea RED II, apre nuove possibilità per l’integrazione dello storage in configurazioni di autoconsumo collettivo.
Regolazione ARERA: l’Autorità sta progressivamente definendo le regole per la partecipazione dello storage ai vari segmenti di mercato, con un approccio che favorisce la neutralità tecnologica.
Nuovi operatori, nuovi modelli
L’emergere dello storage sta attirando nel mercato elettrico nuove categorie di operatori: sviluppatori specializzati in accumulo grid-scale, operatori di trading energetico che utilizzano lo storage come strumento di ottimizzazione, aggregatori che combinano la flessibilità di più sistemi distribuiti, e operatori tradizionali del settore che integrano lo storage nei propri portafogli come complemento alla generazione rinnovabile.
Lo storage come infrastruttura di mercato
In prospettiva, lo storage non sarà semplicemente un asset tra gli altri nel mercato elettrico. Diventerà un’infrastruttura di mercato, al pari delle reti di trasmissione e distribuzione.
Un mercato elettrico con una quota dominante di rinnovabili necessita strutturalmente di storage per funzionare. Questo conferisce ai sistemi di accumulo un ruolo che va oltre la semplice monetizzazione: diventano un elemento abilitante dell’intero sistema.
Per gli operatori del settore, la domanda non è più “se” investire nello storage, ma “quanto” e “come”. I modelli di business sono maturi, i ricavi sono diversificati e il quadro regolatorio sta convergendo verso un ambiente favorevole. Il mercato elettrico del futuro sarà un mercato in cui la flessibilità ha un valore esplicito. E chi possiede flessibilità possiede un vantaggio competitivo strutturale.
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