Design e resilienza per affrontare le sfide della crisi climatica

L’urgenza di una nuova rigenerazione urbana: il progetto GooDesign Cities

Design e innovazione tecnologica si fondono con il bisogno di sicurezza e benessere dei cittadini. Il cuore pulsante del Fuorisalone 2026 di Milano trova la sua sintesi ideale presso l’Adi Design Museum, che in questa edizione si trasforma in un laboratorio a cielo aperto per le metropoli di domani. Al centro del dibattito architettonico si impone la necessità di ripensare il tessuto urbano non solo come spazio abitativo, ma come scudo protettivo contro le criticità ambientali contemporanee. Attraverso l’iniziativa GooDesign Cities, il capoluogo lombardo presenta una visione coraggiosa di centri abitati sostenibili.

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Il rifugio climatico

La nascita del primo rifugio climatico italiano

Il fulcro dell’intera esposizione è rappresentato dal primo prototipo italiano di rifugio climatico, un concept che segna un punto di svolta nel panorama del made in Italy. Questa struttura nasce dalla matita dell’architetto e designer Massimiliano Mandarini con l’obiettivo di offrire risposte tangibili al cambiamento climatico e alle complessità delle città moderne. Il rifugio è concepito come un ecosistema modulare basato sui principi dell’architettura biofilica, strutturato secondo una matrice incrementale che ne permette l’adattamento flessibile a diverse scale urbane.

Dalla riqualificazione dei piccoli borghi storici fino ai grandi interventi metropolitani, il progetto punta a integrare natura e biodiversità all’interno di un sistema tecnologico avanzato. La struttura si avvale di energie rinnovabili, materiali intelligenti e soluzioni fotocatalitiche, concretizzandosi nella prima casa modulo biofilica interamente riciclabile e disassemblabile mai realizzata.

Una rete capillare di benessere e socialità

L’applicazione pratica di questa innovazione non si limita ai soli spazi pubblici, ma ambisce a permeare ogni angolo del vivere quotidiano. Il rifugio climatico è stato infatti progettato per essere declinato in numerosi contesti, dai condomini residenziali agli uffici aziendali, fino a raggiungere giardini privati, piazze e waterfront. Questi ambienti sono pensati per favorire l’equilibrio tra la dimensione professionale e quella personale, ospitando attività che spaziano dallo smartworking alla cura del corpo, dallo studio al turismo lento.

L’intento di Mandarini è quello di sopperire alla carenza cronica di spazi relazionali sicuri e naturali nelle città, proponendo un modello che sia al contempo rapido da installare e accessibile economicamente. Secondo il progettista, il rifugio agisce come una piattaforma culturale che educa la comunità ai valori della transizione ecologica e della resilienza, fungendo da veicolo educativo per una nuova coscienza ambientale.

Design e tecnologia fotocatalitica per un’architettura che respira

Uno degli aspetti tecnici più rilevanti riguarda la salubrità dell’aria, garantita dall’integrazione di nanotecnologie avanzate prodotte da REair. Le superfici interne ed esterne del modulo sono trattate con un rivestimento fotocatalitico brevettato che, attivandosi con la luce solare o artificiale, è in grado di disgregare gli ossidi di azoto e gli inquinanti organici.

Raffaella Moro, dell’azienda specializzata in eco-tecnologie, evidenzia come questo sistema permetta alle facciate degli edifici di diventare elementi attivi nella depurazione urbana, riducendo drasticamente i costi di manutenzione grazie alla capacità autopulente delle superfici. Tale approccio trasforma l’architettura in un organismo respirabile, contribuendo a migliorare la qualità della vita in contesti ad alta densità abitativa.

Circolarità dei materiali e biodiversità urbana

La struttura del rifugio riflette i più rigorosi criteri di economia circolare, essendo realizzata integralmente in alluminio riciclato. Il design introduce inoltre un sistema di personalizzazione rapida per infissi e boiserie che permette di intervenire anche su edifici preesistenti con costi contenuti. L’autonomia energetica è invece assicurata dalle tecnologie solari, integrate direttamente nelle vetrate e nelle coperture.

All’esterno, il modulo ospita giardini verticali, fioriere fotovoltaiche dotate di sistemi di nebulizzazione per il raffrescamento naturale e micro-orti progettati per favorire la presenza di insetti impollinatori. Anche l’attenzione per gli animali domestici trova spazio con un sistema pet-friendly sostenibile disegnato da Mandarini e Jlenia Poloni, che estende i benefici delle tecnologie antibatteriche e fotocatalitiche anche al benessere degli amici a quattro zampe.

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