Clima, è allarme: gas serra a livelli mai visti in due milioni di anni

Focus sul Rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo)

Il Pianeta sta affrontando una fase di squilibrio del clima ed energetico senza precedenti storici. Lo certifica il report State of the Global Climate 2025, pubblicato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo). Secondo i dati, la temperatura media globale in prossimità della superficie nel 2025 è stata di 1,43 °C superiore ai livelli pre-industriali del periodo 1850-1900. Sebbene il valore sia leggermente inferiore al record assoluto stabilito nel 2024, il 2025 si posiziona come il secondo o terzo anno più caldo nei 176 anni di osservazioni strumentali, confermando una tendenza allarmante: gli ultimi undici anni, dal 2015 al 2025, sono stati gli undici anni più caldi mai registrati.

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Foto di William Bossen su Unsplash.

Questa persistenza del calore estremo è avvenuta nonostante il passaggio dal forte fenomeno di El Niño all’inizio del 2024 verso condizioni di La Niña nel corso del 2025, un fattore che solitamente esercita un effetto temporaneo di raffreddamento globale.

L’atmosfera satura e lo squilibrio energetico globale

Il motore principale di questo riscaldamento risiede nell’accumulo incessante di gas serra nell’atmosfera, che nel 2024 hanno raggiunto le concentrazioni più elevate degli ultimi 800.000 anni. La concentrazione di anidride carbonica ha toccato i 423,9 parti per milione (ppm), segnando il più grande incremento annuale dall’inizio delle misurazioni moderne nel 1957. I dati in tempo reale indicano che questa crescita è proseguita senza sosta anche nel 2025.

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Questo eccesso di gas serra riduce la velocità con cui l’energia abbandona il sistema terrestre, creando un indicatore critico introdotto per la prima volta in questo rapporto: lo squilibrio energetico terrestre (Eei). Nel 2025, questo valore ha raggiunto il punto più alto mai osservato, indicando che la Terra sta trattenendo molto più calore di quanto ne rilasci nello spazio, con un ritmo di accumulo che sta subendo una netta accelerazione.

Oceani come serbatoio di calore e acidificazione delle acque

L’impatto di questo squilibrio energetico ricade quasi interamente sugli oceani, che assorbono circa il 91% dell’energia in eccesso intrappolata dai gas serra. Di conseguenza, il contenuto di calore oceanico ha raggiunto un nuovo record storico nel 2025, riflettendo un aumento continuo che interessa i primi 2.000 metri di profondità.

Parallelamente al riscaldamento, i mari agiscono come un importante regolatore assorbendo circa il 29% delle emissioni antropiche di CO2 dell’ultimo decennio, ma questo processo ha un costo ecologico altissimo. L’assorbimento di anidride carbonica sta infatti alterando la composizione chimica delle acque attraverso l’acidificazione oceanica, riducendo i livelli di pH a ritmi tali da minacciare la vita marina, la formazione dei coralli e la sicurezza alimentare globale legata alla pesca.

Collasso dei ghiacci e innalzamento del livello del mare

Il calore in eccesso sta provocando trasformazioni profonde anche nelle regioni criosferiche. Il rapporto Wmo evidenzia che circa il 3% dell’energia residua è destinata alla fusione dei ghiacci mondiali. I ghiacciai di riferimento monitorati hanno mostrato bilanci di massa estremamente negativi, con otto dei dieci anni di maggiore perdita registrati a partire dal 2016. In particolare, nel 2025 si sono osservate perdite eccezionali in Islanda e lungo la costa pacifica del Nord America.

Anche il ghiaccio marino antartico continua a destare preoccupazione: dopo un periodo di stabilità terminato nel 2015, gli ultimi quattro anni hanno visto i minimi storici di estensione mai documentati. Questa combinazione di acque più calde che si espandono e fusione dei ghiacci terrestri sta accelerando l’innalzamento del livello medio del mare globale, il cui tasso di crescita è aumentato costantemente dall’inizio delle misurazioni satellitari nel 1993.

Clima, eventi estremi e impatti sulla salute umana

La rapidità di questi cambiamenti sistemici del clima si traduce in eventi meteorologici ad alto impatto che colpiscono duramente le società umane. Il 2025 è stato segnato da ondate di calore, inondazioni e siccità aggravate da un clima sempre più instabile. Casi emblematici includono le catastrofiche inondazioni monsoniche in Pakistan, che hanno causato oltre 1.000 decessi e colpito 1,57 milioni di persone, e le improvvise alluvioni in Texas con precipitazioni fino a 500 mm in poche ore.

Il rapporto sottolinea come questi rischi climatici intersechino vulnerabilità preesistenti, portando a un aumento dell’insicurezza alimentare e a spostamenti forzati di popolazioni. In particolare, l’aumento dello stress termico sta diventando una minaccia prioritaria per la salute pubblica e la sicurezza dei lavoratori, rendendo urgenti sistemi di allerta precoce e servizi sanitari resilienti al clima.

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