Il territorio italiano prova a fare scudo contro l’estremizzazione degli eventi atmosferici puntando sulla sinergia istituzionale. A Roma è stato ufficialmente siglato il Protocollo d’Intesa tra ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

L’accordo non nasce nel vuoto: sono già oltre 3.000 le convenzioni attive lungo la Penisola tra Comuni e Consorzi, ma la firma di oggi conferisce finalmente un quadro normativo di prospettiva a una collaborazione che spazia dalla sicurezza idraulica alla produzione di energia rinnovabile.
Prevenzione e Innovazione: i punti chiave dell’accordo
L’obiettivo primario è promuovere, anche in sede europea, una cultura della manutenzione preventiva. Il Protocollo introduce azioni concrete e innovative per trasformare la gestione del territorio:
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Supporto Tecnico: I Consorzi creeranno unità tecniche dedicate per affiancare i Comuni nella progettazione di interventi di difesa del suolo.
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Pianificazione Condivisa: Istituzionalizzazione del confronto per la redazione dei piani di gestione idrogeologica e supporto agli strumenti urbanistici comunali tramite studi idraulici mirati.
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Tecnologia e Dati: Scambio di banche dati georeferenziate per un monitoraggio costante.
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Ambiente e Mobilità: Interventi per il contenimento delle specie invasive (nutrie), mantenimento dei livelli idrici nei canali e trasformazione degli argini in percorsi di mobilità dolce (ciclabili e pedonali).
Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, ha sottolineato come la crisi climatica abbia reso il Mediterraneo un “hub” di eventi estremi:
“Consorzi e Comuni sono l’espressione elettiva dei territori. È naturale trovare convergenze operative per tutelare le comunità. Il nostro obiettivo, sostenuto anche dal DDL ANBI-CNEL in Parlamento, è dare agli enti locali la facoltà di affidare direttamente ai Consorzi la progettazione e la manutenzione del reticolo idrografico.”
Dello stesso avviso Marco Fioravanti, presidente del Consiglio Nazionale ANCI e Sindaco di Ascoli Piceno, che definisce il Protocollo un impegno serio per un’Italia più resiliente:
“I sindaci sono il primo baluardo di prossimità e affrontano le emergenze ogni giorno. Unendo la nostra visione alla profonda conoscenza territoriale dei Consorzi, possiamo fare la differenza nella gestione sostenibile delle risorse idriche e della biodiversità.”
Una rete istituzionale solida
Alla firma del protocollo, che segna un passo avanti decisivo verso la sicurezza nazionale, hanno partecipato anche figure di rilievo tecnico e amministrativo come Marco Casini (Segretario Generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale) e Giuseppina Giovannoli (Sindaco di Sermoneta), a testimonianza della necessità di un fronte comune tra scienza, amministrazione e gestione operativa.
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