L’Europa industriale si è data appuntamento oggi ad Anversa per tracciare una linea rossa: la transizione ecologica non può prescindere dalla sopravvivenza della manifattura. Al vertice, che ha visto la partecipazione della Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, dei capi di Stato e dei vertici di Cepi (l’industria cartaria europea), il messaggio è arrivato forte e chiaro: il Green Deal ha bisogno di un “Patto Industriale Europeo” per evitare che l’ambizione climatica si trasformi in un deserto economico.
Una crisi di costi e competitività
L’industria cartaria italiana, rappresentata da Assocarta, sostiene con forza la Dichiarazione di Anversa. I numeri descrivono una pressione insostenibile su un settore che, a livello UE, genera 1.500 miliardi di euro di fatturato e garantisce 6,6 milioni di posti di lavoro.
«Le industrie energivore stanno affrontando pressioni senza precedenti», ha dichiarato Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta. «I costi dell’energia sono circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi e i prezzi dell’ETS (il sistema di scambio di quote di emissione) sono quadruplicati rispetto al pre-Covid».
A questo scenario si aggiungono pratiche commerciali sleali e l’ombra dei dazi statunitensi, un mix che sta erodendo i margini delle imprese italiane, già penalizzate da forti asimmetrie nei costi energetici tra i vari Stati membri.
Il Paradosso del Riciclo: l’Italia esporta materia e importa prodotti
Uno dei punti più critici sollevati da Poli riguarda il cosiddetto “paradosso del riciclo”. L’Italia è un’eccellenza europea nel recupero della carta, ma il sistema sta perdendo pezzi:
-
Export forzato: ogni anno l’Italia esporta 1,7 milioni di tonnellate di macero (un quarto della raccolta nazionale).
-
Danno economico: questa materia prima viene lavorata all’estero e reimportata sotto forma di prodotti finiti, distruggendo valore industriale e posti di lavoro nel nostro Paese.
-
Impianti in crisi: dal 2025 hanno già cessato l’attività 6 cartiere su 150. Attualmente, il sistema opera sotto la soglia di efficienza ottimale del 90-95%.
Le richieste alla Commissione Europea
In vista dell’incontro informale dei leader europei previsto per domani ad Alden Biesen, la Dichiarazione di Anversa – sottoscritta da oltre 1.300 organizzazioni – chiede che la competitività torni al centro dell’agenda politica.
| Sfida | Richiesta di Assocarta |
| Energia | Prezzi competitivi e stabili per competere con i mercati extra-UE. |
| ETS | Riforma del sistema delle quote per renderlo sostenibile e meno speculativo. |
| Economia Circolare | Incentivi al “riciclo di prossimità” per trasformare il macero in Italia. |
“La direzione è chiara”, conclude Poli. “Senza un’industria forte e difesa da politiche coerenti, non può esserci né transizione verde né vera economia circolare. La deindustrializzazione irreversibile è un rischio concreto che l’Europa non può permettersi”.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.














