“Dieci anni dopo Parigi, l’Unione Europea ha sì conseguito una riduzione dei consumi di energia e delle emissioni, ma al prezzo di un incombente processo di deindustrializzazione e di una delocalizzazione degli stabilimenti con più emissioni che non cancella l’effetto climalterante a livello globale, anzi lo peggiora”. Apre così i lavori della XVII Conferenza Nazionale sull’efficienza energetica dal titolo Reset delle politiche climatiche europee per una transizione possibile, la presidente degli Amici della Terra Monica Tommasi. “Anche la riduzione interna resta insufficiente a raggiungere l’obiettivo del 55% al 2030 dell’European Green Deal: le emissioni si sono ridotte del 35% rispetto al 1990 e il consumo di fonti energetiche fossili nel 2024 nella Unione Europea pesa ancora per il 74% del mix energetico”.
Uno stato di cose che porta con sé un altro fallimento “cioè di trascinare l’economia mondiale in un repentino processo di decarbonizzazione. Dal 1990 al 2024 le emissioni mondiali di GHG sono aumentate del 65%, i consumi di energia sono aumentati dell’84%, ed oggi il peso delle fonti fossili è dell’81%, con un trend di continua crescita del loro utilizzo, come confermato anche dal recentissimo World Energy Outlook 2025 della IEA”.
Necessario quindi una reale politica di neutralità tecnologica in grado di superare il Green Deal e dare una prospettiva di sviluppo basata sulla realtà.
Uno sforzo che vede crescere anche le domande sulla sostenibilità delle materie prime critiche, per cui ragionare in ottica di economia circolare è un elemento eticamente necessario, come sottolinea Giovanni Brussato, ingegnere minerario Amici della Terra.
“Estrarre il litio non è certo un processo decarbonizzato”, aggiunge Francesca Mariotti, presidente ENEA per citare alcune delle contraddizioni del Grean deal. “Sicuramente aver rimesso in discussione questi target è un segnale importante. Le difficoltà dobbiamo affrontarle con il rigore della scienza. La parola d’ordine deve essere integrare gli investimenti in ricerca in cui si investe poco e a volte duplichiamo i filoni di ricerca”.
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“È necessario che il Governo italiano faccia un salto di qualità superando le iniziative su singoli aspetti dell’European Green Deal ed elaborando una nuova impostazione organica con una prospettiva europea. Per fare questo è indispensabile che venga avviata l’elaborazione di una proposta di PNIEC che non sia condizionata dall’European Green Deal, ma che invece prefiguri la svolta necessaria per superarlo dando una nuova prospettiva alle politiche energetico ambientali per la decarbonizzazione” conclude Tommasi suggerendo di mettere al centro l’efficienza energetica e una vera neutralità tecnologica che usi la tecnologia migliore nella sua funzionalità migliore.
Le rinnovabili non abbassano la bolletta energetica
“Il 38% della bolletta energetica dell’ultimo trimestre nel mercato tutelato copre i costi della energia rinnovabile” così Giuseppe Zollino, professore tecnica ed economia dell’energia Università di Padova. “Il fotovoltaico non sostituisce il gas ne erode un pezzettino e lo fa diventare ancora più necessario di prima”.
Per migliorare questo dato posso istallare delle batterie “servono 14GW di storage” continua Zollino il che porta basta guardare ai costo degli esiti del FerX “vediamo come il fotovoltaico fa calare i prezzi di borsa è vero ma tuttavia la bolletta cresce. Non solo aumentando il fotovoltaico aumenta anche il costo della bolletta energetica”. Il calcolo comprende i costi del nucleare incluso lo smaltimento.
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“La Cop30 è stata un bagno di realtà” commenta Chicco Testa editorialista e manager. “il mondo ha un estremo bisogno di energia” e non abbiamo ancora trovato la “killer application” per produrre energia e abbattere le emissioni afferma Testa.
Importante riallineare la strategia europea guardando alle potenzialità dei singoli paesi
“L’Europa non ha tenuto conto delle reali possibilità di decarbonizzazione dei consumi finali” sottolinea Marta Bucci DG Proxigas. “Consideriamo che oggi ci sono grosse difficoltà dovute agli stoccaggi a causa del freddo di questi giorni. Il gas svolge questo ruolo che si fa fatica a riconoscere che tiene in piedi il sistema energetico”.
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