Biometano: ultima risorsa strategica del Regno Unito

I dati del rapporto di Regen

L’idea di sostituire completamente il gas fossile con il biometano, alternativa a basse emissioni di carbonio, è un’illusione per il Regno Unito. È questo il messaggio schietto che emerge dal rapporto Making the most of biomethane. Il documento, prodotto da Regen in collaborazione con The Mcs Foundation, svela però una verità scomoda: la disponibilità limitata di questa risorsa la rende un bene di lusso energetico, da riservare solo ai settori che non possono essere elettrificati.

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La previsione è che la fornitura del biometano non diventerà un combustibile onnipresente per i consumatori generici. La disponibilità di materie prime sostenibili, unita ai costi, limiterà l’offerta. Le politiche future, conclude il rapporto, dovranno essere sostenute da un piano strategico chiaro e mantenere standard di sostenibilità elevati.

La bolla del biometano: numeri crudi per UK

L’analisi di Regen mostra un divario impressionante tra l’offerta potenziale e l’attuale domanda di gas. Le proiezioni sulla fornitura di biometano nel Regno Unito entro il 2050 variano ampiamente a seconda dello scenario e delle materie prime considerate, oscillando tra un minimo di 13 TWh e un massimo di 120 TWh.

Anche l’ipotesi più ambiziosa, quella da 120 TWh, rappresenterebbe meno del 18% del consumo totale di gas naturale del Regno Unito nel 2024, che ammontava a 681 TWh.

I dati attuali evidenziano un uso ancora marginale:

  • nel 2024, la produzione complessiva di biogas nel Regno Unito è stata di circa 33 TWh.
  • di questo volume, solo 8 TWh sono stati potenziati a biometano e distribuiti nella rete nazionale del gas.

Affinché il biometano possa fornire un contributo significativo, il Regno Unito dovrà ridurre la domanda complessiva di gas di oltre l’80% in tutti gli scenari di produzione.

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La sostenibilità della produzione di biometano è un fattore critico, spesso messo in discussione dall’impronta di carbonio della materia prima di origine. Il rapporto ha confrontato le emissioni di gas serra per MWh (chilogrammi di CO2 equivalente per MWh) rispetto alla soglia di sussidio fissata dal Green Gas Support Scheme (Ggss), pari a 86 kg CO2e/MWh:

  • colture energetiche (energy crops), considerate potenzialmente in grado di aumentare la produzione su larga scala, sono risultate altamente controverse: le emissioni tipiche associate a queste colture raggiungono i 208 kg CO2e/MWh, superando abbondantemente la soglia Ggss
  • biowaste (rifiuti biologici) mostra la variabilità maggiore, con picchi che arrivano fino a 252 kg CO2e/MWh
  • materie prime più sostenibili includono i residui di colture e letame, che si mantengono al di sotto della soglia Ggss, con emissioni tra 53 e 74 kg CO2e/MWh

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“Uso del biometano deve essere strategicamente prioritario”

Dato che l’offerta sarà limitata, il rapporto sottolinea che l’uso del biometano deve essere strategicamente prioritario. La sua implementazione a lungo termine dovrebbe concentrarsi sui settori più difficili da decarbonizzare (i cosiddetti hard-to-abate) dove l’elettrificazione o altre soluzioni a basse emissioni di carbonio (come l’idrogeno e la Ccs) non sono ancora praticabili o economiche.

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Le principali applicazioni a cui indirizzare il biometano sono:

  • generazione flessibile di energia: per bilanciare la rete elettrica (grid-balancing) e compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili;
  • processi industriali ad alta temperatura: settori che richiedono calore intenso (es. produzione di acciaio, ceramica o vetro);
  • trasporto pesante e a lungo raggio: carburanti sostenibili per il settore marittimo e l’aviazione (come biokerosene o biometano liquefatto).

Sono invece considerati a basso valore strategico, e da evitare, l’uso per il riscaldamento domestico e la generazione di energia di base (baseload generation).

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Biometano, la chiamata al Governo UK: nuove politiche per la rete

Il rapporto lancia un appello ai policymakers del Regno Unito, evidenziando che le precedenti politiche di sostegno (come il Green Gas Support Scheme) hanno avuto risultati misti.

Le raccomandazioni chiave includono:

  • strategia a lungo termine: sviluppare una strategia chiara che definisca il ruolo del biometano e stabilisca una gerarchia energetica che ne garantisca l’uso nelle applicazioni di maggior valore;
  • allineamento degli incentivi: allineare i futuri meccanismi di sostegno economico per il biometano (come i Contract for Difference) con quelli sviluppati per l’idrogeno;
  • piano di svincolo dalla rete: il Governo britannico e l’Ofgem (l’autorità regolatoria per l’energia) devono sviluppare un piano a lungo termine per lo smantellamento coordinato di alcune parti della rete di distribuzione del gas.

Il rapporto suggerisco che poiché il biometano non sarà sufficiente a sostituire il gas fossile per l’uso di massa, è necessario gestire l’impatto di volumi di gas inferiori sulla rete, inclusa una ripartizione equa dei costi per i consumatori.

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