
Il satellite Copernicus Sentinel-3C, operato da EUMETSAT per conto dell’Unione Europea, rientra nel programma Copernicus per l’Osservazione della Terra. Da dieci anni fornisce dati per monitorare le condizioni di oceani, terre emerse, ghiacci e atmosfera. In questa terza evoluzione si affianca al satellite FLEX, dotato di uno strumento di Fluorescence Imaging Spectrometer (Floris) sviluppato dall’italiana Leonardo.
Le evidenze raccolte dallo spazio contribuiscono alla formulazione di modelli metereologici, ambientali e climatici di primaria importanza, non solo dal punto di vista scientifico e strategico, ma anche a beneficio di interi comparti della società civile e della filiera produttiva. Raccogliere lunghe serie storiche di dati diventa strumento di vantaggio competitivo per comprendere l’evoluzione del nostro continente.

“L’Europa si posiziona anche come campione nel mantenere lunghe serie storiche che permettono di comprendere il clima, le sue variazioni e i suoi trend. E questo è un bene per l’Europa, perché permette di avere un peso nella comprensione delle cose, saperle gestire, e anche avere un peso geopolitico. Ed è un bene fondamentale per l’umanità. Quindi essere dotati di lunga serie temporali, come le temperature della superficie del mare da integrare nei modelli, è un asset”, ha commentato Paolo Ruti, chief scientist EUMETSAT.
Earth Explorer e la sua ottava meraviglia
Concepito come ottavo tassello del programma Earth Explorer dell’ESA, il satellite FLEX punta a mappare su scala globale la fluorescenza della vegetazione. Il suo perimetro scientifico è lo studio della fotosintesi dallo spazio.
Sfruttando le capacità di rilevamento della fluorescenza clorofilliana, FLEX consente di monitorare in tempo reale lo stato di salute e i livelli di stress delle piante, offrendo misurazioni fondamentali per comprendere i flussi e il ciclo globale del carbonio.

“L’obiettivo è quello di studiare la fluorescenza, le condizioni di salute e lo stress sulla vegetazione (…). Flex ci darà ogni informazione utile sulla fotosintesi e sulla fluorescenza. A complemento, avremo dati che ci permetteranno di capire come l’evoluzione della vegetazione potrà integrare anche elementi dell’ecosistema”, ha sottolineato durante il suo intervento Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra, ESA.
In un contesto globale segnato dalla crescita demografica e dalla necessità di ottimizzare le risorse alimentari, i dati di FLEX diventano strumenti chiave per migliorare la gestione agricola e la sicurezza alimentare.
Sensore ottico: a bordo del veicolo spaziale, lo spettrometro ad altissima risoluzione Floris opera nell’intervallo di lunghezza d’onda compresa tra i 500 e i 780 nanometri.
Parametri e durata: Il satellite agisce in un’orbita eliosincrona a un’altitudine di circa 814–815 chilometri, con una durata nominale prevista di 3 anni e mezzo. Tale limite temporale iniziale è legato principalmente alle riserve di propellente e ai vincoli sulla gestione dei detriti spaziali a fine vita, sebbene le capacità operative del team di controllo dell’ESA lascino spesso margini per estendere la vita utile del satellite.
Ma quali comparti della filiera produttiva potranno trarre i maggiori vantaggi da questo nuovo set di dati? Alla domanda risponde direttamente Marco Celesti, scienziato della missione FLEX, ESA. “C’è un interesse scientifico legato al ciclo del carbonio, c’è un interesse pratico legato al fatto che la fotosintesi si traduce in energia, in quantità di biomassa, in produttività per le piante. Quindi sicuramente – almeno in prospettiva – c’è un legame con l’agricoltura di precisione, con la capacità di stimare in modo più accurato la produttività della componente agricola e forestale”.
La flotta si aggiorna: in orbita la nuova sentinella del pianeta

“C’è una quantità di dati disponibili enorme, più di 25 terabyte al giorno, basati su satelliti che stanno già volando. Ce ne sono già 11, forse 12 a seconda dei calcoli. E quindi la Sentinella 3C andrà ad alimentare questa flotta”, esordisce Mauro Facchini, responsabile Unità Copernicus, DG DEFIS.
Nato dalla collaborazione tra Unione Europea, ESA e altri enti scientifici, il programma si regge sul lavoro dell’industria aerospaziale europea e su vettori di lancio dedicati, come i Vega. I satelliti, sviluppati dall’ESA per conto dell’Unione, entrano a far parte del patrimonio di proprietà dell’UE una volta in orbita. Nel 2026 si festeggiano i dieci anni dal lancio della prima Sentinel-3, e l’arrivo della nuova Sentinel-3C va a potenziarne la flotta.
Se Sentinel-3C è un tassello fondamentale di questo sistema operativo, la missione FLEX dell’ESA nasce invece con una vocazione di ricerca scientifica pura. Pur non facendo parte formalmente di Copernicus, FLEX vola in stretto contatto con le sentinelle, aprendo la strada a una futura integrazione tra i dati di ricerca e quelli operativi.
Sono tre le applicazioni specifiche del Sentinel 3-C, che si basa sulle funzioni delle precedenti sentinelle 3A e 3B, già in orbita:
Controllo dell’atmosfera: monitoraggio della qualità dell’aria e dei fenomeni di trasporto atmosferico, come evidenziato dal tracciamento delle nubi di sabbia provenienti dal deserto africano e dirette verso le Isole Canarie.
Sorveglianza marina: osservazione degli ecosistemi oceanici e costieri, applicata ad esempio all’individuazione precoce delle fioriture delle alghe lungo le coste della Lettonia.
Analisi della superficie terrestre: misurazione ad alta risoluzione delle temperature al suolo per studiare il microclima e l’impatto urbanistico, come dimostrano le rilevazioni in Francia che mettono in luce il divario termico tra le aree verdi e le zone coperte di cemento e bitume.
Ma questa mole di informazioni non resta chiusa nei laboratori: si trasforma in servizi concreti per cittadini e istituzioni. Facchini parla di trasformare i dati in prodotti, che possono essere quindi divisi in servizi: dal servizio sui cambiamenti climatici al monitoraggio degli oceani, dall’osservazione dell’atmosfera alla gestione di territorio e agricoltura, i dati aiutano a ottimizzare l’uso delle risorse e delle materie prime.
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