ETS2: occasione per le pompe di calore ma l’Europa è pronta?

Allarme del settore pompe di calore: “Stabilità e investimenti mirati”

A partire dal 2027, una svolta epocale attenderà i cittadini europei. Il nuovo sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea, noto come ETS2, estenderà il prezzo del carbonio a settori finora esenti come il riscaldamento degli edifici e i trasporti su strada. L’obiettivo è chiaro: obbligare i fornitori di combustibili fossili (gas, petrolio, carbone) a pagare per le emissioni generate dai loro prodotti, rendendo così più costoso il riscaldamento tradizionale e incentivando l’adozione di alternative pulite come le pompe di calore.

pompe di calore
Foto di Arthur Lambillotte su Unsplash.

Questo cambiamento rappresenta un’opportunità senza precedenti per il settore delle energie rinnovabili, con i produttori di pompe di calore che hanno già risposto all’appello. Negli ultimi anni, l’industria ha investito ben 7 miliardi di euro per espandere la propria capacità produttiva in Europa, dimostrando la propria disponibilità a guidare la transizione energetica.

Europa: tassare le emissioni del riscaldamento

Nonostante l’impegno dell’industria, lo slancio della transizione rischia di svanire a causa di una serie di ostacoli. L’European Heat Pump Association lancia l’allarme: per far sì che l’ETS2 esprima il suo pieno potenziale, è necessario che gli Stati membri agiscano con decisione e senza esitazioni.

leggi anche: Si avvicina l’Heat Pump day, occasione per conoscere meglio un comparto
in crescita

Il primo e più urgente problema riguarda la stabilità normativa. La legislazione ETS2 è stata adottata nel 2023, ma molti Stati membri sono in ritardo nel recepirla nel diritto nazionale. Questa incertezza danneggia non solo i consumatori, ma anche produttori e installatori che, pronti a investire in soluzioni di riscaldamento pulite, si trovano di fronte a un quadro normativo instabile. Un ritardo che mette a repentaglio i miliardi di euro di investimenti già stanziati e rischia di compromettere la fiducia nel settore.

Decarbonizzare subito per evitare un salasso

Un secondo punto critico è l’accelerazione della decarbonizzazione del riscaldamento. L’ETS2 è un sistema di mercato: se l’uso dei combustibili fossili rimarrà diffuso, la domanda di quote di emissione rimarrà alta, spingendo i prezzi al rialzo e gravando sulle tasche delle famiglie. Per mantenere i costi gestibili, i governi devono intervenire in fretta, riducendo l’uso di gas e petrolio nelle abitazioni.

Gli Stati membri non mancano di risorse: fondi come il Pnrr e il Fondo per la modernizzazione sono a disposizione per finanziare la transizione. Ma devono essere destinati in modo efficace alle tecnologie pulite, non usati per prolungare la dipendenza dai combustibili fossili.

Fondi da spendere con saggezza

Si stima che il sistema ETS2 genererà tra i 340 e i 570 miliardi di euro per i governi dell’UE entro il 2032. Una parte significativa di questi fondi, circa 87 miliardi di euro, è destinata al Fondo sociale per il clima, pensato per supportare le famiglie più vulnerabili nella transizione energetica.

È fondamentale che queste risorse vengano spese in modo oculato. Invece di perpetuare l’uso di sistemi inquinanti, i fondi devono finanziare investimenti a prova di futuro, come ristrutturazioni edilizie ad alta efficienza energetica e l’adozione di tecnologie pulite. Dare sostegno diretto alle famiglie a basso reddito è essenziale, ma deve servire a liberarle dalla dipendenza dai combustibili fossili, non a tenerle legate a sistemi obsoleti.

Un approccio più equo alla tassazione energetica

Infine, l’European Heat Pump Association chiede un approccio più equo alla tassazione dell’energia. Attualmente, l’elettricità, pur essendo una fonte più pulita, è spesso tassata più pesantemente dei combustibili fossili. Questa disparità distorce il mercato, rendendo più difficile per i consumatori scegliere soluzioni sostenibili come le pompe di calore, che funzionano a elettricità. Ridurre la tassazione sull’elettricità non solo renderebbe il riscaldamento pulito la scelta più ovvia, ma anche la più conveniente.

L’ETS2 rappresenta un passo in avanti decisivo per la politica climatica europea. Tuttavia, la sua efficacia dipende interamente dall’azione rapida e decisa dei governi. L’industria delle pompe di calore si dichiara pronta, la tecnologia è disponibile e i benefici per i consumatori e l’ambiente sono evidenti. Ora la palla passa agli Stati membri: devono dare un segnale politico chiaro e concreto, accompagnato da un sostegno mirato, che il riscaldamento pulito è il futuro.

Leggi anche Pompe di calore la scelta efficiente tra conto termico e costi energetici


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.