Le pompe di calore rappresentano un’opportunità per la transizione energetica ma è un comparto che va maneggiato con cura per non perdere il vantaggio tecnologico e industriale e accompagnare, nel modo più efficiente possibile, la transizione tecnologica.
Non a caso si tratta di una filiera che vale in Italia 110.000 addetti e 5,5 miliardi di fatturato. E’ quanto si discute nel corso dell’evento “Il ruolo delle pompe di calore.
Filiera industriale e acceleratore della transizione energetica e sociale” che si è svolto presso la sala di Confindustria Genova, oggi 8 luglio. Diventa quindi necessario valorizzare questa tecnologia “anche attraverso una tariffa elettrica dedicata” sottolinea Sonia Sandei, special advisor e responsabile progetto elettrificazione dei consumi finali di Assoclima. Un approccio che significherebbe anche la riduzione della dipendenza dal gas e un contributo importante alla lotta contro la povertà energetica. Il tutto con una tecnologia in grado di gestire sia i climi freddi che non.
Una opportunità che guarda alla “necessità di fare coesione tra più soggetti e che necessita di interessare e coinvolgere anche risorse giovani in modo da fare massa critica e valorizzare le esigenze del Sistema Paese” come sottolinea Sandei. Per questo anche l’esigenza di promuovere un Manifesto che sia multi stakeholder.
Gli Ets negli edifici
La pompa di calore è uno strumento che permette di agire per abbattere nell’immediato le emissioni degli edifici che rappresentano nella sola Europa il 40% del consumo totale di energia e il 36% di emissioni di gas a effetto serra. In questo contesto diventa importante ricordare come il meccanismo degli Ets entrerà dal 2027 anche nell’edilizia, oltre che nel comparto navale, ricorda Marco Dall’Ombra responsabile Gruppo Pompe di Calore di Assoclima. Un contesto in cui i fondi saranno in parte utilizzati per favorire la transizione energetica dei vulnerabili imprese e persone, verso un sistema più efficiente. Questo anche perché l’efficienza della tecnologia è evidente. “Può arrivare a costare il 15-16% in meno risetto all’equivalente a gas”, chiarisce Dall’Ombra.

Il ruolo del Conto termico 3.0
In questo contesto il Conto termico 3.0 si propone come uno strumento utile ad attuare e concretizzare lo strumento delle pompe di calore come mezzo per abbattere le emissioni degli edifici.
Resta aperto il tema delle imprese che necessitano di sistemi per cui le pompe di calore come le consociamo non sono efficienti. Un’alternativa c’è ed è sempre elettrica, sono i cosiddetti accumuli termici integrati. Ovviamente in questo contesto oneri di sistema e di rete rappresentano sempre un differenziale economico importante.,
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.

















