Chris Soal al Maxxi: arte visionaria dalla materia scartata

La tracimazione artistica dell'artista sudafricano

Il Maxxi di Roma si prepara a ospitare uno degli artisti più innovativi della scena contemporanea, Chris Soal. Dal 19 ottobre al 27 novembre prossimi, il corner del Museo nazionale delle arti del XXI secolo accoglierà la sua prima personale in Italia intitolata Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology. La mostra, curata da Cesare Biasini Selvaggi, promette un’esperienza immersiva che va oltre il concetto di riuso, esplorando la trasformazione della materia e l’interconnessione tra biologia, ecologia e percezione.

Maxxi
Chimera, 2024.

Da stuzzicadenti a nuove forme di vita

La cifra distintiva di Soal risiede nella sua capacità di far tracimare (dall’inglese spillover) il significato degli oggetti quotidiani e scartati. Stuzzicadenti, tappi di birra, cemento e carta vetrata si liberano della loro funzione originaria per diventare i protagonisti di installazioni e sculture complesse. Queste opere non sono semplici assemblaggi, ma veri e propri organismi visivi che evocano suggestioni biologiche e geologiche, come proliferazioni cellulari o stratificazioni del tempo. È un viaggio nel cuore della materia, dove il quotidiano si trasforma in una visione inaspettata e vitale.

Chris Soal al Maxxi: ecologia della percezione

La poetica di Soal si spinge oltre il semplice riciclo, invitando a una riflessione profonda sui cicli di vita-morte-rinascita. Le sue sculture non sono statiche, ma sembrano in continua evoluzione, creando un vero e proprio ecosistema in miniatura. L’artista mette in crisi le categorie del consumo, proponendo una fenomenologia del riuso che invita il visitatore a riconsiderare il proprio rapporto con gli oggetti e l’ambiente. È un’ecologia della percezione, dove la materia inerte si anima e la scultura si espande in uno spazio di infinite possibilità.

Riconoscimenti internazionali e una monografia dedicata

Maxxi-1Nonostante la giovane età, Chris Soal (classe 1994) ha già conquistato la critica e le istituzioni museali internazionali. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni come quelle del Brooklyn Museum di New York e del De Young Museum di San Francisco. L’artista ha partecipato a mostre in tutto il mondo e ha ricevuto premi prestigiosi, tra cui il Ppc Imaginarium Award e il Seed Award.

A testimonianza del suo percorso, la mostra al Maxxi sarà accompagnata da una monografia che ripercorre l’intera ricerca di Soal, con contributi di Giuliana Benassi, Cesare Biasini Selvaggi e Alessandro Romanini. Un’opportunità per esplorare in profondità il lavoro di un talento emergente che sta già lasciando il segno nel panorama artistico globale.

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