Automotive elettrica per salvare posti di lavoro ed essere sostenibili

Le azioni chiave individuate da T&E

Si potrebbe tornare a produrre 16.8 milioni di auto all’anno di vetture se l’UE manterrà intatto l’obiettivo di sole auto a zero emissioni dal 2035 e rafforzerà le politiche industriali e di stimolo della domanda. E’ quanto sostiene uno studio pubblicato oggi 8 luglio da Transport & Environment (T&E), organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti.

“È un momento decisivo per l’industria automobilistica europea, poiché la competizione globale per la leadership nella produzione di auto elettriche, batterie e infrastrutture di ricarica è altissima. Il successo dell’Europa dipende dalle scelte che i suoi politici faranno oggi” chiarisce Esther Marchetti, clean transport advocacy manager di T&E Italia. “Mantenere l’obiettivo zero emissioni per il 2035, insieme all’adozione di politiche industriali e di stimolo alla domanda efficaci, fornisce la stabilità necessaria per rilanciare la produzione, mantenere i livelli occupazionali e aumentare il valore economico del settore automobilistico europeo. Questo vale ancora di più per l’Italia che, insistendo sulla ‘neutralità tecnologica’, manda messaggi confusi alla sua industria, relegando il nostro paese ad essere fanalino di coda tra le grandi economie UE per investimenti in veicoli elettrici, gigafactory, catodi e raffinazione. In uno scenario sempre più competitivo (sia globale che europeo) servono certezza sugli obiettivi di decarbonizzazione e una chiara politica industriale”.

Indebolire l’obiettivo zero emissioni  fino a due terzi degli investimenti previsti nelle batterie potrebbero andare persi, mentre l’industria della ricarica verrebbe privata di 120 miliardi di euro di entrate potenziali nei prossimi 10 anni.automotive elettrica grafico 2025

L’Europa deve puntare a diventare leader nel settore delle auto elettriche

Secondo gli esperti di T&E diventa quindi necessario per l’UE diventare leader del comparto integrando le sue politiche climatiche e industriali.

Le azioni chiave individuate da T&E sono:

  • mantenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per le auto per il periodo 2030-2035 nella prossima revisione normativa, affiancati da misure a livello UE per sostenere la domanda.
  • Introdurre aiuti alla produzione di batterie per veicoli elettrici sia a livello UE che nazionale, insieme a incentivi per l’approvvigionamento di componenti e materiali prodotti nell’UE.
  • Attuare il regolamento dell’UE sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), le riforme del mercato dell’elettricità e i piani d’azione per le reti per accelerare la diffusione di colonnine di ricarica, i collegamenti alla rete e le autorizzazioni.
  • Rafforzare le tutele sociali e la loro applicazione a livello nazionale per garantire posti di lavoro di qualità e potenziare le disposizioni sul trasferimento di tecnologie e competenze negli investimenti diretti esteri.

Perché l’auto elettrica può compensare le perdite di posti di lavoro della produzione delle auto a combustione

La strategia con cui può crescere il comparto automotive è secondo T&D investire su batterie e infrastrutture di ricarica per generare nuovi posti di lavoro.
La perdita di posti di lavoro nel settore della combustione interna potrebbe essere compensata dalla creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’ecosistema dell’auto elettrica: oltre 100.000 nuovi impieghi nella produzione di batterie entro il 2030 e 120.000 nel settore della ricarica entro il 2035.

L’UE potrebbe produrre fino a 900 GWh di batterie all’anno (attualmente 187 GWh) entro il 2030. Il valore della produzione del settore della ricarica potrebbe quasi quintuplicare, raggiungendo i 79 miliardi di euro entro il 2035.

automotive elettrica

In questo scenario, in cui target e scelte politiche andassero di pari passo sostenendo la transizione  il contributo della filiera automobilistica al PIL europeo aumenterebbe dell’11% nel 2035 rispetto a oggi.

Il ruolo dell’Italia

Al momento l’Italia registra il minor numero di investimenti pianificati nella produzione di veicoli elettrici, batterie e componenti: appena 570 milioni di euro, a fronte del valore massimo di 28 miliardi della Spagna. Un quadro che evidenzia la ridotta capacità di attrazione degli investimenti rispetto agli altri principali mercati europei. Probailmente dovuta anche alla mancanza di una strategia definita per la transizione e di politiche innovative.


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