REPowerEU: il punto sui progressi compiuti a tre anni dall’adozione

Il boom del solare non soddisfa ancora gli obiettivi previsti dalla  strategia al 2030

A tre anni dall’adozione del piano REPowerEu le misure messe in campo hanno finora ridotto i volumi di gas russo importato da 150 miliardi di metri cubi (bcm), nel 2021, a 52 bcm nel 2024, con la quota in calo dal 45% al ​​19%. Le importazioni di petrolio sono diminuite dal 27%, all’inizio del 2022, al 3% nel 2024. Nel settore nucleare, i paesi UE che utilizzano reattori Vver (reattori energetici raffreddati e moderati ad acqua), di progettazione russa, hanno compiuto progressi nella sostituzione del combustibile con quello di altri produttori.

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Tuttavia, nonostante questi sforzi, nel 2024 l’UE ha comunque importato 13 milioni di tonnellate di petrolio greggio e oltre 2.800 tonnellate di uranio arricchito o combustibile. 10 Paesi dell’UE hanno importato gas russo, 3 Paesi hanno continuato a importare petrolio russo e 7 Paesi hanno importato uranio arricchito o servizi di uranio dalla Russia.

UE ha ridotto la domanda di gas del 17%

Il report della Commissione UE rivela che la domanda di gas dell’UE continua a ridursi, anche dopo la scadenza del regolamento nel marzo 2024. Questa riduzione volontaria della domanda è stata determinante per la graduale eliminazione del gas russo, in linea con gli obiettivi di REPowerEU. Tra agosto 2022 e gennaio 2025, l’UE è riuscita a ridurre la propria domanda di gas del 17%, pari a 70 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

La revisione della  Direttiva sull’efficienza energetica, concordata dai co-legislatori nel settembre 2023, ha accresciuto l’ambizione dei Paesi membri a garantire collettivamente un’ulteriore riduzione vincolante dell’11,7% del consumo finale di energia entro il 2030. Le azioni relative al consumo energetico negli edifici sono particolarmente rilevanti, poiché sempre nel 2023 l’uso diretto o indiretto di gas naturale negli edifici (sia residenziali che terziari) rappresentava ben il 52% della quota complessiva. Nel 2024, i co-legislatori hanno inoltre concordato una rifusione della  Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia per promuovere le ristrutturazioni e la prestazione energetica degli edifici entro il 2030.

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Nel 2023, il consumo finale di energia è sceso a 894 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), con una riduzione del 5,6% rispetto al 2021. “Sebbene questa significativa riduzione sia stata ottenuta in un periodo di prezzi dell’energia eccezionalmente elevati, ciò indica progressi nella giusta direzione verso il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica” si legge a commento.

Stoccaggio di gas: livelli in linea con la media 2016-2021

Dopo l’interruzione dell’iniezione negli stoccaggi di gas europei, da parte delle aziende russe, e il raggiungimento del livello più basso raggiunto nel novembre 2021, l’UE ha fissato obiettivi per garantire il 90% di stoccaggio pieno prima di ogni inverno. Questo obiettivo è stato raggiunto con mesi di anticipo nel 2023 e nel 2024. In particolare, lo scorso anno, l’UE ha raggiunto l’obiettivo già il 19 agosto, quindi con oltre due mesi di anticipo rispetto alla scadenza prefissata. Durante l’inverno 2024-2025, nel contesto di importazioni più costose, i prelievi dallo stoccaggio sono tornati ai livelli pre-crisi, sostanzialmente superiori rispetto ai due anni precedenti.

Ne è conseguito che i livelli di stoccaggio dell’UE si sono attestati al 34% il 1° aprile 2025, segnando la fine della stagione invernale del gas e dell’anno termico. Il report sottolinea che gli attuali livelli di stoccaggio rimangono in linea con la media registrata tra il 2016 e il 2021, consentendo all’UE di raggiungere livelli adeguati prima del prossimo inverno.

Boom solare non soddisfa ancora la strategia REPowerEU

Sebbene le importazioni di Gnl dalla Russia siano aumentate di 2 miliardi di metri cubi tra il 2023 e il 2024, la fine del transito del gas russo attraverso l’Ucraina ha ridotto le importazioni da gasdotto di 15 miliardi di metri cubi all’anno. Le proiezioni indicano un ulteriore calo al 13% nel 2025. “La buona preparazione dell’UE e dei Paesi UE ha consentito” si legge nel documento, “la fine del transito e l’ulteriore eliminazione graduale delle importazioni di gas russo, senza un impatto significativo sulla sicurezza dell’energia e sui prezzi del gas”. Risultati significativi che mettono “l’UE sulla buona strada per eliminare gradualmente le importazioni di combustibili fossili russi il prima possibile”. Per accompagnare l’aumento dell’approvvigionamento di Gnl in Europa, i Paesi membri hanno effettuato ingenti investimenti infrastrutturali. Negli ultimi tre anni è stato commissionato un numero record di nuovi progetti di terminali di stoccaggio e rigassificazione galleggianti (Fsru).

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Le stime relative al settore rinnovabile indicano, infine, che la capacità installata di energia eolica e solare è aumentata cumulativamente del 58% tra il 2021 e il 2024, con un risparmio di circa 38 miliardi di metri cubi di gas in tre anni. Con circa 66 GW di nuova capacità di energia solare installata nel 2024, l’UE ha stabilito un altro record con l’installazione di ulteriori 63 GW nel 2023. “Sebbene si tratti di cifre impressionanti, è ancora necessaria un’ulteriore accelerazione per soddisfare gli obiettivi REPowerEU previsti dalla  strategia e raggiungere almeno 700 GW entro il 2030”.

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